Cosa sono gli arazzi
Gli arazzi sono un tipo di tessuto con ornamenti e figure, lavorati secondo una tecnica già in uso nel XIII secolo nella città di Arras (dal cui nome deriva il termine).
Gli arazzi hanno origini remote (per i dettagli visita la pagina dedicata alla Storia), e possono trovare nel "Kilim" un loro antenato.
Si tratta di uno dei primi tessuti orientali, dal quale discende anche il tappeto, che veniva lavorato come un arazzo, ma in modo che la superficie superiore e quella inferiore risultassero identiche.
La sua origine è antichissima, ed è impossibile stabilirne il luogo e l'epoca.
Anche se esistono ancora laboratori artigianali in cui sono prodotte limitate quantità di arazzi tessuti a mano, attualmente la produzione prevalente utilizza telai Jacquard, seguendo una tecnica tradizionale che prevede numerosissime fasi di lavorazione che richiedono molto tempo ed esperienza (visita le foto e le descrizioni in Tecnica).
Non tutti i prodotti sono uguali. Arazzi e bordure possono essere realizzati con una cura e precisione decisamente variabile da una manifattura ad un'altra.
Nel seguito sono riportati i criteri per riconoscere un prodotto Jacquard di buona qualità.
Per una piena comprensione dei termini tecnici è disponibile un Glossario.
La Storia
I primi documenti relativi all'origine della tessitura risalgono all'anno 2000 a.C. circa e sono rappresentati da dipinti murari di tombe egiziane che raffigurano le operazioni di filatura e tessitura.
Per incontrare i primi pezzi che possono essere realmente considerati arazzi occorre risalire ai secoli XI (Panno di S. Gereone, prima nell'omonima chiesa di Colonia, ora smembrato in varie collezioni europee) e XII (Panno di Baldishol, Oslo, Kunstindustrimuseet).
A partire dal XIII secolo, la manifattura degli arazzi si diffuse in tutta Europa, con connotazioni particolari nelle varie nazioni, seguendo lo sviluppo delle arti figurative e del gusto specifico delle corti, dei nobili e delle famiglie dell'alta borghesia.
Francia, Belgio e Olanda
E' dal XIII secolo che il termine arazzo assume un senso proprio, quando in Francia l'attività arazziera è testimoniata dagli statuti delle corporazioni.
L'arazzo si diffonde largamente in Francia e nelle Fiandre nel XIV secolo anche grazie alla committenza della casa reale di Francia e della corte di Borgogna, che ebbe il compito di tessere per la cattedrale di Angers la serie di arazzi con l'Apocalisse.
Dagli inizi del XV secolo il più importante centro di produzione è Arras (da cui trae origine il nome italiano: arazzo), ed in seguito quello di Tournai, celebre per i suoi capolavori di eleganza. Le raffigurazioni in questo periodo sono tratte da soggetti sacri e profani.
Nella seconda metà del XV secolo sorgono altre manifatture a Bruges, Oudenaarde, Anversa e Bruxelles, famosa per i suoi tapis d'or, che nel XVI secolo, contribuì a diffondere nelle Fiandre il gusto del rinascimento italiano.
Notevole anche la produzione di soggetti allegorici, come la famosa collezione di arazzi della "Signora con l'Unicorno" prodotta a Bruxelles da Willem de Pennemaker nel 1512, che illustra i cinque sensi (la figura rappresenta "il gusto"), ora custodita nel museo di Cluny.
Nel 1531 sorge la manifattura di Fontainebleau, voluta da Francesco I e ispirata ai motivi del manierismo italiano (scene classiche, mitologiche e allegoriche, scene di guerra e di caccia, ritratti di nobili).
Alla fine del XVII secolo i centri di produzione francesi, come Aubusson, Beauvais, acquisiscono il primato europeo, superando i produttori fiamminghi, che in passato avevano dominato la scena anche grazie all'opera e alla scuola di Rubens, che aveva impresso all'arazzo un'impronta significativamente pittorica e monumentale.
Nel 1662, a Parigi, Colbert crea, sotto la direzione di Charles Le Brun, la manifattura reale dei Gobelins che imporrà per tutto il XVIII secolo il gusto francese.
La manifattura Gobelin, che trae il nome dalla famiglia Gobelins, trasferitasi a Parigi da Reims verso la fine del '400, diventa famosa grazie alla direzione del pittore Charles Le Brun. La produzione dei tessuti per tappezzeria arazzeria conosce in Francia il massimo splendore nei secoli XIV e XV, che vedono fiorire le celebri manifatture di Parigi, Valenciennes, Lilla e Arras. E' questo il periodo del trionfo dei motivi bucolici, pastorali e campestri, tipici del manierismo tardo Barocco e Rococò, rappresentati da famosi cartonisti come Francois Boucher (1703-1770) e J. H. Fragonard (1723-1806).
Verso la fine del Settecento, molte manifatture furono costrette a chiudere a causa della crisi economica succeduta alla Rivoluzione francese. Forte fu lo sforzo di Napoleone per incoraggiarne la riapertura e, nel corso dell'Ottocento, numerosi furono i tentativi di tenere in vita quest'arte, che riacquistò una propria fisionomia solo con l'Art Nouveau.
Nella tecnica si ha un importante rinnovamento nel laboratorio di Marie Cuttoli (1925-30) che eseguì cartoni, preparati per la traduzione tessile, di Picasso, Lurçat, Braque, Rouault.
Italia
I primi esemplari di arazzi sono eseguiti in Italia per opera di specialisti fiamminghi. Presto si diffondono importanti manifatture, come quelle fiorentine, fondate da Cosimo I nel 1546, l'arazzeria Barberini di Roma, creata dal cardinale Barberini nel 1627, e anche centri di produzione minori come Mantova, Milano, Vigevano.
Durante il medio evo e il rinascimento, gli arazzi costituiscono una parte non trascurabile del patrimonio delle famiglie nobili, come è testimoniato da numerosi documenti storici. Giuseppe Giacosa, nella sua opera "La vita privata nei castelli" del 1892, scrive: "Alle pareti arazzi istoriati o vaghe stoffe sottili a ghirlande di fiori… compito della castellana e delle figliuole è la cura delle tappezzerie e degli arazzi che si tengono piegati su appositi scaffali nella stanza chiamata per l'appunto la guardaroba dei tappeti… Le fanti vi passano intere giornate a spiegare, battere, rammendare e ripiegare i preziosi paramenti, ma tale è il loro valore ed in tal pregio sono tenuti, che per lo più vi attende direttamente la padrona".
Pietro Momenti, nell'opera "L'arte Veneziana del Rinascimento", scrive: "Nel 1521 il principe di San Severino fu festeggiato in casa patrizia dai Compagni della Calza. L'atrio, le stanze, il portico del palazzo tappezzati di quadri e d'arazzi; un prezioso panno d'oro era steso nel luogo dove il principe sedeva…".
La tradizione artigiana continua e si sviluppa anche in altre regioni d'Italia, come Toscana e Veneto.
Con l'avvento della tessitura Jacquard, inizia una produzione di qualità meccanizzata anche in altri territori, come la Brianza e il Lecchese.
Spagna
Nel 1720 in Spagna viene fondata da Filippo V la manifattura di S. Barbara di Madrid, diretta poi da Mengs, che produsse la serie dei famosi arazzi su cartoni di Goya (1776-91).
Storia e sviluppo delle tecnologie per la tessitura
L'evoluzione che il telaio ha subito durante i secoli è intimamente connessa all'evoluzione che hanno subito i tessuti.
Tessitura e telai hanno origini antichissime e conseguentemente anche l'arte del filare è conosciuta sin dalla più remota antichità.
Come già ricordato all'inizio, i primi documenti relativi all'origine della tessitura risalgono all'anno 2000 a.C. circa e sono rappresentati da dipinti murari di tombe egiziane che raffigurano le operazioni di filatura e tessitura.
Gli antichi popoli dell'Egitto utilizzavano telai orizzontali e telai verticali.
E' rimasto famoso nella storia il telaio di Penelope, con cui tesseva una tela in attesa del ritorno di Ulisse.
I primi tessuti erano ottenuti separando i fili e aprendo il passo necessario all'introduzione della trama con l'ausilio delle dita o di semplici bacchette.
Un grandissimo progresso fu quello di produrre il sollevamento e la selezione contemporanea dei fili mediante un organo detto liccio, esistente tuttora nei moderni telai meccanici, con il quale si potevano sollevare contemporaneamente tutta una serie di fili, per esempio tutti i fili dispari, e introdurre così facilmente la trama tra questi e i fili non sollevati.
Successivamente il funzionamento dei licci fu ancora modificato rendendone interdipendente il movimento, collegando i due licci tra loro mediante corde in modo che alzandone uno l'altro si deve abbassare o viceversa.
Storia e sviluppo delle tecnologie per la tessitura
L'evoluzione che il telaio ha subito durante i secoli è intimamente connessa all'evoluzione che hanno subito i tessuti.
Tessitura e telai hanno origini antichissime e conseguentemente anche l'arte del filare è conosciuta sin dalla più remota antichità.
Come già ricordato all'inizio, i primi documenti relativi all'origine della tessitura risalgono all'anno 2000 a.C. circa e sono rappresentati da dipinti murari di tombe egiziane che raffigurano le operazioni di filatura e tessitura.
Gli antichi popoli dell'Egitto utilizzavano telai orizzontali e telai verticali.
E' rimasto famoso nella storia il telaio di Penelope, con cui tesseva una tela in attesa del ritorno di Ulisse.
I primi tessuti erano ottenuti separando i fili e aprendo il passo necessario all'introduzione della trama con l'ausilio delle dita o di semplici bacchette.
Un grandissimo progresso fu quello di produrre il sollevamento e la selezione contemporanea dei fili mediante un organo detto liccio, esistente tuttora nei moderni telai meccanici, con il quale si potevano sollevare contemporaneamente tutta una serie di fili, per esempio tutti i fili dispari, e introdurre così facilmente la trama tra questi e i fili non sollevati.
Successivamente il funzionamento dei licci fu ancora modificato rendendone interdipendente il movimento, collegando i due licci tra loro mediante corde in modo che alzandone uno l'altro si deve abbassare o viceversa.
Storia e sviluppo delle tecnologie per la tessitura
L'evoluzione che il telaio ha subito durante i secoli è intimamente connessa all'evoluzione che hanno subito i tessuti.
Tessitura e telai hanno origini antichissime e conseguentemente anche l'arte del filare è conosciuta sin dalla più remota antichità.
Come già ricordato all'inizio, i primi documenti relativi all'origine della tessitura risalgono all'anno 2000 a.C. circa e sono rappresentati da dipinti murari di tombe egiziane che raffigurano le operazioni di filatura e tessitura.
Gli antichi popoli dell'Egitto utilizzavano telai orizzontali e telai verticali.
E' rimasto famoso nella storia il telaio di Penelope, con cui tesseva una tela in attesa del ritorno di Ulisse.
I primi tessuti erano ottenuti separando i fili e aprendo il passo necessario all'introduzione della trama con l'ausilio delle dita o di semplici bacchette.
Un grandissimo progresso fu quello di produrre il sollevamento e la selezione contemporanea dei fili mediante un organo detto liccio, esistente tuttora nei moderni telai meccanici, con il quale si potevano sollevare contemporaneamente tutta una serie di fili, per esempio tutti i fili dispari, e introdurre così facilmente la trama tra questi e i fili non sollevati.
Successivamente il funzionamento dei licci fu ancora modificato rendendone interdipendente il movimento, collegando i due licci tra loro mediante corde in modo che alzandone uno l'altro si deve abbassare o viceversa.
Questo sistema fu applicato dai cinesi e dagli indiani, che impiegavano un telaio che si avvicinava moltissimo a quelli ancora in uso attualmente nelle fabbricazioni artigianali. In seguito furono introdotte innovazioni importantissime al telaio a mano, che facilitarono la creazione di organismi analoghi al telaio meccanico. Particolarmente notevole la navetta volante inventata nel 1733 dall'inglese John Kay di Bury, che permette alla navetta di attraversare il passo con un movimento alternativo senza essere introdotta direttamente dal tessitore.
I primi telai meccanici apparvero verso la fine del XVII secolo.
La costruzione dei telai varia notevolmente seconda la natura del filato che la macchina deve trasformare in tessuto: cotone, lana, seta, lino, etc. I telai meccanici assumo diverse denominazioni in funzione delle differenti caratteristiche tecniche che hanno lo scopo di predisporre il telaio alla fabbricazione di tipi diversi di tessuti per qualità, dimensioni, pesantezza, intreccio, etc.
Verso il 1890 fu introdotto il telaio a cambio automatico della spola, grazie ad un brevetto dell'ingegnere americano Northdrop, la cui invenzione ha rivoluzionato la produzione di molti tessuti, specie nelle tessiture di cotone. I periodi di fermata del telaio sono ridotti a un minimo trascurabile elevandone notevolmente il rendimento e aumentandone la velocità dal 30 al 40%
I telai automatici sono dotati anche di un dispositivo per l'arresto istantaneo in seguito alla rottura di un filo dell'ordito.
I telai per tessuti operati.
In questo tipo di telai il movimento dei licci è comandato dalla cosiddetta macchina Jacquard, che permette di produrre tessuti operati, ossia intrecciati in modo da produrre splendidi disegni specialmente adatti per stoffe di arredamento, coperte, tappeti, arazzi.
La fabbricazione delle stoffe con disegni ha origini molto antiche. I primi tessuti operati furono prodotti dagli antichi Egizi, Incas, Greci, Romani e Cinesi. Il primo telaio per tessuti operati, dovuto all'italiano Giovanni il Calabrese, fu introdotto in Francia verso la fine del secolo XIV.
In seguito questi telai furono perfezionati più volte, e richiedevano comunque una notevole quantità di lavoro manuale: infatti oltre al tessitore occorrevano anche uno o più tireur de lats, i quali dovevano, a ogni trama tirare, a sé un determinato numero di corde verticali, per produrre l'alzata dei fili e mantenerle tese durante la tessitura.
Joseph Marie Jacquard, verso il 1800, apportò altri perfezionamenti e costruì la meccanica per la produzione di stoffe operate a disegno. Un moderno telaio per tessuti operati con macchine Jacquard trasmette al telaio i comandi per la fabbricazione del tessuto ed è azionato mediante un motore.
Esistono macchine Jacquard di tipo diverso le cui caratteristiche hanno generalmente la finalità di ottenere una maggiore velocità del telaio. Tra esse le più importanti sono la Jacquard ad alzata e abbassata, la Jacquard a due cilindri, e la Jacquard a doppia levata.
Tutte le macchine Jacquard funzionano mediante una catena da disegno formata da cartoni. Questi cartoni furono inventati nel 1804 da Jacquard, che pensò di praticare dei fori su schede di cartone che corrispondessero al programma di tessitura: attraverso i fori degli uncini scendono ad afferrare i fili del tessuto riproducendo così il disegno prefissato.
I cartoni di programmazione non solo hanno rappresentato una grande innovazione nella tessitura, ma hanno anche avuto un ruolo determinanate per la nascita e lo sviluppo dell'informatica! Il meccanismo di fori pieni e fori vuoti rappresenta la prima forma di codice binario, sul quale si è sviluppato in seguito il concetto del moderno elaboratore e fu utilizzato dal padre dell'informatica Charles Babbage per la programmazione della sua "macchina analitica", universalmente riconosciuta come precursore dei moderni elaboratori a programma memorizzato. Questo sistema fu applicato dai cinesi e dagli indiani, che impiegavano un telaio che si avvicinava moltissimo a quelli ancora in uso attualmente nelle fabbricazioni artigianali. In seguito furono introdotte innovazioni importantissime al telaio a mano, che facilitarono la creazione di organismi analoghi al telaio meccanico. Particolarmente notevole la navetta volante inventata nel 1733 dall'inglese John Kay di Bury, che permette alla navetta di attraversare il passo con un movimento alternativo senza essere introdotta direttamente dal tessitore.
I primi telai meccanici apparvero verso la fine del XVII secolo.
La costruzione dei telai varia notevolmente seconda la natura del filato che la macchina deve trasformare in tessuto: cotone, lana, seta, lino, etc. I telai meccanici assumo diverse denominazioni in funzione delle differenti caratteristiche tecniche che hanno lo scopo di predisporre il telaio alla fabbricazione di tipi diversi di tessuti per qualità, dimensioni, pesantezza, intreccio, etc.
Verso il 1890 fu introdotto il telaio a cambio automatico della spola, grazie ad un brevetto dell'ingegnere americano Northdrop, la cui invenzione ha rivoluzionato la produzione di molti tessuti, specie nelle tessiture di cotone. I periodi di fermata del telaio sono ridotti a un minimo trascurabile elevandone notevolmente il rendimento e aumentandone la velocità dal 30 al 40%
I telai automatici sono dotati anche di un dispositivo per l'arresto istantaneo in seguito alla rottura di un filo dell'ordito.
I telai per tessuti operati.
In questo tipo di telai il movimento dei licci è comandato dalla cosiddetta macchina Jacquard, che permette di produrre tessuti operati, ossia intrecciati in modo da produrre splendidi disegni specialmente adatti per stoffe di arredamento, coperte, tappeti, arazzi.
La fabbricazione delle stoffe con disegni ha origini molto antiche. I primi tessuti operati furono prodotti dagli antichi Egizi, Incas, Greci, Romani e Cinesi. Il primo telaio per tessuti operati, dovuto all'italiano Giovanni il Calabrese, fu introdotto in Francia verso la fine del secolo XIV.
In seguito questi telai furono perfezionati più volte, e richiedevano comunque una notevole quantità di lavoro manuale: infatti oltre al tessitore occorrevano anche uno o più tireur de lats, i quali dovevano, a ogni trama tirare, a sé un determinato numero di corde verticali, per produrre l'alzata dei fili e mantenerle tese durante la tessitura.
Joseph Marie Jacquard, verso il 1800, apportò altri perfezionamenti e costruì la meccanica per la produzione di stoffe operate a disegno. Un moderno telaio per tessuti operati con macchine Jacquard trasmette al telaio i comandi per la fabbricazione del tessuto ed è azionato mediante un motore.
Esistono macchine Jacquard di tipo diverso le cui caratteristiche hanno generalmente la finalità di ottenere una maggiore velocità del telaio. Tra esse le più importanti sono la Jacquard ad alzata e abbassata, la Jacquard a due cilindri, e la Jacquard a doppia levata.
Tutte le macchine Jacquard funzionano mediante una catena da disegno formata da cartoni. Questi cartoni furono inventati nel 1804 da Jacquard, che pensò di praticare dei fori su schede di cartone che corrispondessero al programma di tessitura: attraverso i fori degli uncini scendono ad afferrare i fili del tessuto riproducendo così il disegno prefissato.
I cartoni di programmazione non solo hanno rappresentato una grande innovazione nella tessitura, ma hanno anche avuto un ruolo determinanate per la nascita e lo sviluppo dell'informatica! Il meccanismo di fori pieni e fori vuoti rappresenta la prima forma di codice binario, sul quale si è sviluppato in seguito il concetto del moderno elaboratore e fu utilizzato dal padre dell'informatica Charles Babbage per la programmazione della sua "macchina analitica", universalmente riconosciuta come precursore dei moderni elaboratori a programma memorizzato. Questo sistema fu applicato dai cinesi e dagli indiani, che impiegavano un telaio che si avvicinava moltissimo a quelli ancora in uso attualmente nelle fabbricazioni artigianali. In seguito furono introdotte innovazioni importantissime al telaio a mano, che facilitarono la creazione di organismi analoghi al telaio meccanico. Particolarmente notevole la navetta volante inventata nel 1733 dall'inglese John Kay di Bury, che permette alla navetta di attraversare il passo con un movimento alternativo senza essere introdotta direttamente dal tessitore.
I primi telai meccanici apparvero verso la fine del XVII secolo.
La costruzione dei telai varia notevolmente seconda la natura del filato che la macchina deve trasformare in tessuto: cotone, lana, seta, lino, etc. I telai meccanici assumo diverse denominazioni in funzione delle differenti caratteristiche tecniche che hanno lo scopo di predisporre il telaio alla fabbricazione di tipi diversi di tessuti per qualità, dimensioni, pesantezza, intreccio, etc.
Verso il 1890 fu introdotto il telaio a cambio automatico della spola, grazie ad un brevetto dell'ingegnere americano Northdrop, la cui invenzione ha rivoluzionato la produzione di molti tessuti, specie nelle tessiture di cotone. I periodi di fermata del telaio sono ridotti a un minimo trascurabile elevandone notevolmente il rendimento e aumentandone la velocità dal 30 al 40%
I telai automatici sono dotati anche di un dispositivo per l'arresto istantaneo in seguito alla rottura di un filo dell'ordito.
I telai per tessuti operati.
In questo tipo di telai il movimento dei licci è comandato dalla cosiddetta macchina Jacquard, che permette di produrre tessuti operati, ossia intrecciati in modo da produrre splendidi disegni specialmente adatti per stoffe di arredamento, coperte, tappeti, arazzi.
La fabbricazione delle stoffe con disegni ha origini molto antiche. I primi tessuti operati furono prodotti dagli antichi Egizi, Incas, Greci, Romani e Cinesi. Il primo telaio per tessuti operati, dovuto all'italiano Giovanni il Calabrese, fu introdotto in Francia verso la fine del secolo XIV.
In seguito questi telai furono perfezionati più volte, e richiedevano comunque una notevole quantità di lavoro manuale: infatti oltre al tessitore occorrevano anche uno o più tireur de lats, i quali dovevano, a ogni trama tirare, a sé un determinato numero di corde verticali, per produrre l'alzata dei fili e mantenerle tese durante la tessitura.
Joseph Marie Jacquard, verso il 1800, apportò altri perfezionamenti e costruì la meccanica per la produzione di stoffe operate a disegno. Un moderno telaio per tessuti operati con macchine Jacquard trasmette al telaio i comandi per la fabbricazione del tessuto ed è azionato mediante un motore.
Esistono macchine Jacquard di tipo diverso le cui caratteristiche hanno generalmente la finalità di ottenere una maggiore velocità del telaio. Tra esse le più importanti sono la Jacquard ad alzata e abbassata, la Jacquard a due cilindri, e la Jacquard a doppia levata.
Tutte le macchine Jacquard funzionano mediante una catena da disegno formata da cartoni. Questi cartoni furono inventati nel 1804 da Jacquard, che pensò di praticare dei fori su schede di cartone che corrispondessero al programma di tessitura: attraverso i fori degli uncini scendono ad afferrare i fili del tessuto riproducendo così il disegno prefissato.
I cartoni di programmazione non solo hanno rappresentato una grande innovazione nella tessitura, ma hanno anche avuto un ruolo determinanate per la nascita e lo sviluppo dell'informatica! Il meccanismo di fori pieni e fori vuoti rappresenta la prima forma di codice binario, sul quale si è sviluppato in seguito il concetto del moderno elaboratore e fu utilizzato dal padre dell'informatica Charles Babbage per la programmazione della sua "macchina analitica", universalmente riconosciuta come precursore dei moderni elaboratori a programma memorizzato.
Il Glossario
Bordura Decorazione che circonda la parte centrale di un arazzo
Cantra Macchina che sostiene, in più file ordinate, le rocche che alimentano l'ordito
Filato Prodotto della filatura risultante da più fibre tessili, omogene o miste, tenute insieme mediante torsione
Guardiaordito Organo del telaio che comanda l'arresto istantaneo in seguito alla rottura di un filo dell'ordito
Liccio Dispositivo che consente di alzare o abbassare i fili dell'ordito per permettere il passaggio della trama
Navetta Parte del telaio contenente all'interno la spola col filato di trama, che passa avanti tra i fili d'ordito
Ordito Insieme dei fili destinati a formare la larghezza o altezza di un tessuto, tesi verticalmente sul telaio
Orditoio Macchina che prepara l'ordito
Rocca Tubetto intorno al quale si avvolge il filato.
Spola Bobina di filato che si introduce nella navetta, per tessere
Subbio Cilindro di legno o di metallo sul quale sono avvolti i fili dell'ordito
Telaio La macchina atta a produrre i tessuti mediante l'intreccio di due elementi tra loro perpendicolari: l'ordito e la trama
Trama Filato che nel tessuto si dispone orizzontalmente all'ordito e che con esso s'intreccia nel tessere