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PROTAGONISTI
Cecchini
Loris Cecchini ha iniziato la sua attività artistica modellando materie morbide e duttili: plastica, resina, gomma e cellulosa.
In seguito ha stampato fotografie su minuti e inusuali supporti, come la carta da chewing-gum e, senza rinnegare l'attitudine a modellare la materia, ha affrontato le molteplici ed inesplorate possibilità del computer, continuando la sua ricerca, mettendo in discussione il senso del reale in una prospettiva sospesa tra il naturale e l'artificiale, sia con immagini digitalizzate sia con installazioni realizzate con elementi scultorei.
L’artista dunque, crea veri e propri set fotografici con oggetti da modellismo che poi fotografa. Le figure umane sono poi sovrapposte attraverso un processo digitale. I risultati sono opere fotografiche di grande formato, dove il progettista predilige un taglio che richiama lo schermo cinematografico o quello "widescreen" dei televisori dell'ultima generazione. L'ultima installazione di Cecchini, appositamente pensata per lo spazio Armani, si intitola "H( )me" e prende in considerazione l'abitare e la dimensione della sosta attraverso la costruzione di cinque pareti atte a misurare lo spazio.
Le pareti sono di gomma, alte poco più di 1 m e spesse 15 cm, delimitano e costruiscono lo spazio di cinque scene, in cui vengono a collocarsi i mobili molli tipici della poetica di Loris Cecchini. Oggetti quotidiani: una sedia, un tavolo, una scala, computer, lampade, cavi, prese multiple e elementi della casa: porte, finestre, subiscono un’inquietante mutazione della loro stabilità. Altra caratteristica dell'opera è la monocromia grigia.
I cinque moduli sono idealmente collegati tra loro da un ritmo monocromo di identità e differenza, creato dalla presenza-assenza degli oggetti.
La novità dell’installazione consiste nella dimensione spaziale del progetto, costituita dalle pareti gommose in cui collocare le sculture molli, come ci conferma lo stesso Loris Cecchini: “la novità è un po’ questa, è la prima volta che uso le pareti per costruire lo spazio”.

Il progettista dell'opera, Loris Cecchini, ha immaginato una cella di ergastolano in gomma con l'aspetto di pareti in cemento armato.
"Il cadenzato ritmo dell'avviarsi a morire attraverso un congegno che mima la lentezza e l'inesorabile istantaneità di una violenza che ha l'aggravante dell'arbitrio"
La cella ha una dimensione di 3.5x2x2.3 metri ed e' stata realizzata dallo studio plastikart utilizzando una gomma da colata appositamente studiata. Il sistema progettato gonfia e sgonfia la cella in modo analogo alla espansione e contrazione del torace. Il ciclo della respirazione è di 5 secondi.
La difficoltà del sistema è dovuta alla elevata portata relativamente alla pressione necessaria.
Studio preliminare
La soluzione proposta fin dall'inizio è un sistema di ventilazione in grado di gonfiare la cella mentre con un sistema di canali e serrande automatiche il sistema viene commutato in aspirazione dalla cella così da poterla sgonfiare.
Dati del sistema
Dimensioni della cella 3.0 x 2.0 x 2.5 m
Espansione-Contrazione +/- 0.1 m
Tempo di Ciclo 6 s
Espansione di volume 5 mc
Portata minima necessaria 3000 mc/h
Pressione minima stimata 10 mmH20
Relativamente alla portate e pressione sono da considerare anche le perdite di carico dovute alla conduttura, alle valvole ed alla probabile non uniformità della pelle in gomma.
Progetto finale
Nella soluzione finale è stato utilizzato un unico sistema di ventilazione in grado di erogare portata e pressione necessaria.
Per semplicità e efficacia e' interessante la soluzione per la commutazione mandata/aspirazione tra il ventilatore e la cella. Sono state utilizzate delle serrande a comando pneumatico controllate da un piccolo PLC che ne sequenzia le aperture e chiusure in modo da ottenere un circuito di gonfiaggio o di sgonfiaggio a secondo del ciclo della respirazione senza mai dover spegnere o invertire il sistema di ventilazione, cosa improponibile considerata la sua dinamica e ineriza.
Tutto il sistema è controllato da una centralina appositamente progettata e realizzata che oltre ad alimentare tutti i dispositivi necessari contiene il PLC e le elettrovalvole pneumatiche che controllano la apertura e la chiusura delle serrande.