POETI

gli Artisti nell'ALCOVA

Clara Cecchi
BIO    
Non presente.  

 

 

 

MEMORIE DI UN VECCHIO PITTORE

Premessa

Ispirato a quattro dipinti del Caravaggio. Ovvio che si tratta solo di un pretesto lettarario,il Caravaggio è morto giovane, qui invece si narra di un vecchio pittore alla fine di una lunga vita che ripercorre attraverso i suoi quadri,che per altro sono riconoscibilissimi: Il ragazzo con il ramarro,Il narciso,La Maddalena in estasi e Il san Girolamo.E' solo una piccola cosa, giocata sul filo del ricordo e delle impressioni suscitate durante la mostra a Roma.:)

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Il vecchio allungò il braccio scarno sul tavolo ingombro di carte, le membra affaticate dal peso degli anni, posò la penna e alzò la testa dal grande libro su cui stava scrivendo le sue memorie, poi chiuse gli occhi...
Un flash improvviso e l'immaginario dipinto è lì, davanti a lui....un ragazzo, milioni di anni fa: riccioli neri e l'aria perennemente imbronciata, un grande desiderio di dipingere, la voglia di esprimere con tele e pennelli miriadi di emozioni contrastanti, un carattere irascibile e violento, una lunga strada davanti a sé lastricata da mille difficoltà e tentazioni, i morsi subdoli e velenosi di un rettile contro cui è difficile lottare...ma dagli errori s'impara, la vita va avanti, il desiderio di raccontare cresce e con lui le parole corrono veloci e i pennelli volano instancabili.
Il ragazzo diventa un adolescente...il vecchio socchiuse gli occhi e sorrise, sapeva bene quanto a quell'età la vanità possa influire sulle scelte future, quanto quel giovane fosse innamorato di se stesso e delle proprie capacità, desideroso di essere ammirato, ambizioso di riconoscimenti e di gloria: ma la risposta, la via giusta da perseguire non passa attraverso l'egoismo, con la saggezza dell'età ora lo sa bene...e il filo dei ricordi continua a dipanarsi.
Spalancò gli occhi, il vecchio, e per un attimo sembrò tornato il giovane uomo di secoli prima, centinaia di anni gli caddero dalle spalle all'istante come un pesante mantello: l'amore... Memorie apparentemente sepolte, sensazioni sopite...rivede la donna: occhi socchiusi e una lunga chioma bionda, labbra semiaperte del colore di porpora, incarnato di rosa nell'ovale perfetto. In attesa, così la ricorda la sua donna e la dipinge nella sua mente: amata, desiderata, voluta e difesa a spada tratta dal mondo intero perché ritenuta perduta...perdonata e redenta...ma la crescita di un uomo, ora il vecchio lo sa, passa anche dal perdono e dalla redenzione: un amore appassionato e contrastante, carnale e puro, mistico e sensuale, un'estasi assoluta, questa è stata per lui. La mano del vecchio si contrasse debolmente, quasi ad afferrare ancora un attimo di quella totale felicità, la perfezione di quei momenti...ma la felicità non è per sempre.
La vita continua a scorrere e a delinearsi intrecciando quadri e ricordi...intemperanze, risse, viaggi avventurosi, la passione per la pittura, la ricerca della luce e i colori, un realismo crudo e sincero, i rifiuti, i grandi riconoscimenti, la gloria: la strada è sì lastricata di avventure e avversità contro cui lottare, ma va sempre percorsa fino in fondo, ora il vecchio lo sa, fino alla malattia e alla morte...e la morte che altro è se non la degna conclusione di una vita pienamente vissuta?
S'interrogò il vecchio, in quegli ultimi istanti, mentre andava dipingendo con i pennelli della mente anche il quadro finale della sua vita...si chiese se fosse stato saggio ripercorrere in un attimo un tempo così lungo: a che serve guardare indietro, illudersi di recuperare il tempo perduto? Eppure la gioia di quei brevi ricordi lo aveva appagato, riconciliato con se stesso, non erano state illusioni, superate le vanità e le passioni del mondo ora era pronto a distaccarsene con serenità. Era diventato un vecchio pittore saggio e consapevole, un grande pittore che lasciava ai suoi seguaci un'enorme eredità, un patrimonio di ricordi impressi a colori vividi su centinaia e centinaia di tele, anni e anni di esperienze e di vita che non sarebbero mai andate perdute...una testimonianza dal valore inestimabile.
Il vecchio chiuse con fatica il grande libro, aveva avuto le risposte che cercava ed era in pace con se stesso: ora la sua strada era giunta alla fine del percorso stabilito. Rilassò le membra stanche, appoggiò la fronte sul tavolo di legno e chiuse gli occhi, le labbra distese in un sorriso sereno....la mano aperta depose l'immaginario pennello...l'ultimo quadro, il più importante per lui, si era finalmente compiuto.

BRUSIO

Era notte fonda, la donna aveva il sonno leggero: si risvegliò all'improvviso.
Sentì nella casa buia un mormorio lieve, fitto fitto...brevi interruzioni e poi il parlottio riprendeva animato.
Ancora in dormiveglia, non riusciva a distoglierne l'attenzione e si ritrovò completamente cosciente. Con cautela, si mise seduta sul letto trattenendo il fiato: concentrò l'attenzione oltre il respiro regolare di lui che dormiva al suo fianco...il brusio continuava, sembrava provenire dalla cucina.
“Qualcosa è stato appoggiato male all'interno del frigo e ora sta vibrando...”cercò di spiegare a se stessa per giustificare l'impegno della sua attenzione e l'ansia di alzarsi e andare a controllare.
Si alzò cercando di fare il meno rumore possibile e si avviò in punta dei piedi lungo il corridoio scuro, lasciandoci guidare dal richiamo di quel sommesso brusio, inconsapevole di quello che avrebbe trovato, il cuore che le batteva forte..
Arrivò sulla porta ed esitante accese la luce: non credeva ai suoi occhi...c'erano parole dappertutto!...
Parole che rappresentavano i nomi degli oggetti consueti e quotidiani, piccole preziose parole di rado usate che denominavano i particolari, parole indispensabili che descrivevano e definivano il modo in cui quegli oggetti si rapportavano tra loro...altre parole più lontane, impegnative per richiamarle e fissarle, quelle che nella nostra memoria servono a spiegare il legame che si è formato con gli oggetti stessi attraverso eventi o sentimenti...poi infinite parole che avrebbero potuto descrivere quell'istante dal punto di vista di infinite persone in modo sempre diverso...
La cucina era in fermento: altre ancora si apprestavano a definire la posizione nel tempo dello stesso istante che già stava passando mentre le parole scelte si stavano raccogliendo per creare un significato....e subito subentravano quelle dell'attimo successivo e di quello dopo ancora...quelle che cercavano di descrivere a fatica i sentimenti di trasformazione dentro di lei che sempre più stupita stava ad ascoltare...quelle che giocosamente si scambiavano tra loro anche se riferite al medesimo oggetto...e il brusio cresceva continuamente!
Restò attonita di fronte a quella rivelazione: da dove venivano?...erano già state tutte pronunciate da qualcuno, chissà chi, nel tempo illimitato, oppure alcune era nuove, appena nate e ancora con infinite possibilità di crescita e trasformazione davanti a sé?
Si sorprese a immaginarle come osservando un caleidoscopio che raffigurava qualcosa di sempre diverso, ricombinando continuamente gli stessi pezzi di vetro colorato riflessi da uno specchio a metà del cerchio...
Parole sparse...non poteva certo lasciarle tutte lì in disordine, nella sua cucina: doveva raccoglierle subito!
D'istinto decise di farlo con un foglio di carta, aiutandosi con una penna...
E così cominciò a raccontare.

Il VOLO

C'era una volta tanto tempo fa, forse in un'altra vita, un piccolo grillo. Anzi, a dire la verita era un grillo femmina e abitava in una confortevole casetta proprio nel centro di un grande bosco fitto, pieno di animali e di vita. Il piccolo grillo non aveva mai pensato di essere scontento di abitare nel grande bosco, la sua casa era lì da tutta la vita e lì erano i suoi amici e i suoi parenti: che poteva desiderare di più?...Da qualche tempo, però, lei si scopriva sempre più desiderosa di guardare in alto, oltre il fogliame fitto e ombroso degli alberi imponenti e maestosi, oltre il confine mai valicato del grande bosco... protettivo sì, ma anche un po' noioso, a dire la verità, senza sole: si sorprendeva a spiare con occhi avidi gli sprazzi di cielo che ogni tanto si aprivano, azzuri e luminosi, come varchi magici fra gli alberi, passaporti per mondi sconosciuti e misteriosi. Sognava di andare lontano, non per sempre, questo no, non avrebbe mai potuto abbandonare il suo bosco, il suo rifugio sicuro, però ...
"...però ogni tanto una piccola oasi di caldo sole ci vuole, in tanta fresca ombra!" diceva chiacchierando a ruota libera con i suoi amici di sempre
" Attenta - l'ammonivano loro, prudenti - I raggi del sole sono benefici, ma ad avvicinarsi troppo possono bruciare! Inoltre tu sei solo un piccolo grillo, puoi saltare e volare basso e vicino a terra, come pensi riusciresti a superare la barriera dei grandi alberi? "
" Lo so, lo so...- ripeteva lei insofferente- non ho possibilità...però se anche ce ne fosse solo una varrebbe la pena tentare..." e sospirava, sconfortata.
Un giorno, saltellando e svolazzando qua e la nel grande bosco, in un punto fitto e intricato di rami e foglie da dove nemmeno il più piccolo raggio di sole sarebbe mai potuto passare, il piccolo grillo femmina sentì all'improvviso una voce alta e forte che la chiamava:
" Salve! Buongiorno madame, come va?...
"...dici a me???- si stupì lei, socchiudendo gli occhi per meglio individuare da dove veniva la voce. Da sopra la cima di un albero distinse netta la figura di un grande falco!...E che ci fa qui nel bosco un falco? I falchi sono predatori, vivono liberi sopra le montagne, a contatto con il cielo,proprio vicini vicini al Paradiso...pensò lei meravigliata e con una punta di invidia.
"Certo, a te madame, a chi se no? Vedi nessun altro qui intorno?" rise il falco, allegro.
"In effetti...perdona la curiosità, ma che ci fai qui?"
"Ho perso la strada!- rise ancora il falco, ma non sembrava affatto preoccupato- ieri sera ho fatto bisboccia con gli amici e non ricordo niente!...magari potresti indicarmela tu?"
" Io???...non mi sono mai allontanata da questo bosco in vita mia! Come potrei aiutarti?" ora veniva da ridere anche a lei.

"Ti vedo eccome! Ho una vista da falco,sai?...-e lui rise ancora-non mi sfugge niente,nemmeno tu! Mi sei simpatica piccolo grillo, mi diverti...vieni con me, usciremo dal bosco e ti porterò io in alto,vicino vicino a quel Paradiso che sogni da tanto tempo! Voleremo insieme lontani da questo bosco cupo e senza sole,vuoi?..."
Era una proposta così allettante che lei quasi non ci credeva...sta capitando a me, proprio a me!...pensava...il grande falco ha scelto me per volare insieme, insieme troveremo la strada...era stata davvero fortunata a incontrarlo!
"Allora? Che decidi? Se mi aiuti a uscire di qui ti farò scoprire mondi meravigliosi che nemmeno immagini! "il falco insisteva, guardandola con aria sorniona, la voce allegra e suadente...
Ora o mai più, il bosco non lo sposta nessuno, al ritorno lo troverò ancora qui ad aspettarmi...e d'impulso si tuffò:
"Va bene, sono pronta! Dimmi che devo fare..." sussurrò con il cuore a mille per l'ansia e l'eccitazione.
"Salta qui vicino a me, mettiti comoda e aggrappati al mio collo, non avere paura...presto saremo fuori di qui, liberi." rispose lui soddisfatto.
E così il piccolo grillo femmina spiccò il volo, il volo più lungo e pericoloso che avesse mai fatto nella vita. Con la sua esperienza del bosco riuscì in un battibaleno a indicare al falco il varco per librarsi in volo e da quel momento in poi iniziò la sua grande avventura. Stranamente, pur essendo piccola e inesperta, non provò nemmeno un brivido di paura nel solcare l'enorme spazio libero del cielo, solo una grande felicità: sembrava nata apposta per volare in alto e la vicinanza del falco la rassicurava tanto da incitarlo a salire sempre di più. Il falco vedeva la sua gioia e gioiva con lei: i loro occhi si riempivano di sole e di infinite cose da scoprire e riscoprire insieme. Sembrava che quella strana e insolita coppia avesse trovato insieme il proprio destino.
Le cose belle, però, si sa non durano in eterno...glielo avevano detto al piccolo grillo femmina di stare attenta, l'avevano avvertita gli amici del bosco che con il calore del sole ci si può anche bruciare: il desiderio di volere a tutti costi sfiorare il Paradiso è rischioso, alla fine il gioco può rivelarsi molto pericoloso. Per qualche tempo lei continuò a bere sorsate di ossigeno puro in compagnia del falco, finchè un giorno...
Un brutto giorno il falco, che aveva sempre avuto cura di non esporla più di tanto ai raggi pericolosi mantenendo una distanza di sicurezza dal sole, all'improvviso si dimenticò di lei. Proprio così. Senza una ragione precisa, si scordò della sua presenza, ignorò la fragilità di quel piccolo grillo che stava saldamente attaccato al suo collo e superò il limite consentito dalla prudenza. Forse il motivo scatenante fu uno splendido falco (femmina?chissà?...) che volandogli intorno lo chiamava verso nuovi orizzonti e nuove avventure, forse semplicemente si era stancato di solcare quei cieli, forse voleva mettersi ancora una volta alla prova sfidando il calore del sole...non lo sapremo mai, il fatto è che si dimenticò di lei. E salì più in alto del dovuto. Lei si accorse quasi subito che qualcosa non andava, i raggi ustionanti le accecavano gli occhi e bruciavano il piccolo corpo fragile e disperata cercò di avvertirlo...lo chiamò e richiamò, ma lui era preso dall'ebbrezza di seguire il falco tentatore che lo attirava all'avventura e con lui provare a toccare il sole... e non si fermò.
Fu così che il piccolo grillo femmina si bruciò, come le era stato predetto. Non morì, perchè per sua fortuna nell'istante in cui sfiorò il sole il grande falco ebbe un sussulto che la fece sbalzare lontano da lui lasciandola cadere giù, sempre più giù in picchiata verso la terra fino a che, miracolosamente, non rimase impigliata nei rami fitti e intricati di foglie di un maestoso albero: il grande bosco, la sua casa da sempre, fu per lei la salvezza, ma...nel momento del massimo contatto con il sole i suoi occhi erano rimasti irrimediabilmente bruciati. Tornò a vivere nella sua confortevole casetta e a saltellare all'ombra dei cespugli lì intorno, ma non potè mai più azzardarsi a volare, nemmeno qualche voletto breve,verso le cime di quegli alberi più bassi che conosceva bene,alla ricerca di qualche raro raggio di sole.
Aveva raggiunto il Paradiso, ma una volta sfiorato per lei era meglio fare solo piccoli salti a terra: un grillo non è nato per il cielo.

SOSTA
Nel tuo vagare
vieni a me
come colui
che sosta
per bere alla mia acqua
come colui
che fugge
disseccata la mia fonte.
Non più mi troverai
nella sosta consueta
a ciglio asciutto
mi allontanerò
non più mi troverai
di me
non berrai neanche
una lacrima.
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