SCULTORI

gli Artisti nell'ALCOVA

Francesco Fucito
BIO    

Francesco Fucito è nato a Napoli il 14 marzo del 1929. Fin da ragazzo ha lavorato il ferro battuto nella bottega paterna, e da diversi anni si è dedicato esclusivamente alla scultura. Ha esposto in varie collettive ottenendo segnalazioni e premi. Ha tenuto le sue prime personali a Napoli alla Galleria "la Darsena" nel 1968 ed alla Galleria "S. Carlo" nel 1969.
Nel 1970 Galleria Nicolò Piccinini di Bari.
E' socio del movimento Artistico Vomero e della Galleria "La Tavolozza" di Napoli.
Si sono interessati a lui critici e scrittori tra cui: Gino Grassi, Vincenzo Borrelli, Salvatore di Bartolomeo, Mario Tilgher, Sante Bertini, Giuseppe Passarelli.
Recentemente ha ottenuto un servizio televisivo nella rubrica "Cronache Italiane" andata in onda il 14 gennaio del 1970, in contemporanea con Bodini, Caroli ed altri.
E' inserito nell'Enciclopedia Italiana d'Arte Contemporanea ed. La Ginesta, Firenze.
Lavora a Napoli nella bottega a San Gennaro ad Antignano no. 91.

 

Note critiche 1:
Francesco Fucilo, lontano dagli studi accademici, ignaro di ogni teoria sull' estetica del contenuto, ha "forgiato" la sua anima di artista con il martello e 'incudine. E' un puro per sensibilità e carica emozionale. Non è un improvvisatore, nè un deformatore " di ciò che può essere la sostanza della sua vena inventiva. Non lo è perché egli sin da fanciullo ha spaziato con la vivacità della sua fantasìa nell'atmosfera arroventata della fucina, creando motivi, alari e pannelli arabeschi di ferro battuto di prezioso gusto rinascimentale. Questo autentico erede degli armorari, sente l'eleganza delia linea nella stessa maniera dei famosi maestri senesi del Secolo d'Oro. E più. che ispirarsi. Fucito sente la plasticità della forma del Cellini, che tra l'altro fu anche fabbro nella sua grandezza; e con la semplicità dell'artigiano, fonde la fantasia con l' incandescenza del .ferro. Ed è nato scultore. Egli, artista del nostro tempo, sfruttando i mezzi a sua disposizione, ha scelto "quale elemento incisivo delle sue opere l'elettrodo, per tecnica, la "scultura ad arco". Ciò è chiaro, come plasmare l'argilla o lavorare il legno o il marmo. Mentre le linee, le forme, i. volumi vengono fuori dalla massa grezza lavorata con bulino o scalpello, quelle di Francesco Fucilo vengono generate manualmente a colpi, di vibrazioni incandescenti che fonde il, metallo rendendolo materia plastica e' " animata " a secondo le emozioni dell'artista. Da questo mondo fuligìnoso e greve vengono fuori immagini stilizzate, scarne, scheletriche per fa loro essenzialità, quasi a simboleggiare una forza espressiva nuova;
ma con sensibilità antica quanto l'età del ferro
SaIvatore di Bartolomeo

 

 
 

 

Note critiche:
Note d'Arte
Narra Erodoto, nel primo libro delle storie, che Aliatte, re dei Lidi, << essendo scampato alla malattia, dedicò a Delfi un grande cratere d'argento e una sottocoppa di ferro saldato, mirabile fra tutte le offerte che sono a Delfi, opera di Glauco il Chio che, unico fra gli uomini, trovò la maniera di saldare il ferro>>. Nel cuore tenace e nelle mani scabre di Francesco Fucito rivive quel lontano maestro. Con gli occhi socchiusi a vincere il bagliore dell'elettrodo, con nelle carni il mordicchiare breve e pungente della corrente, Francesco Fucito imprime nell'acciaio i suoi sogni. Curva e avvolge le lamiere con la sicurezza delicata di chi ritaglia un fiore di carta, in superficie stende serpeggianti bave di ferro fuso, lucide come l'argento. Poi, sul metallo ancora caldo, lascia scorrere i polpastrelli, a tentare il modellato, a saggiare i valori plastici. Ogni suo pezzo, è un'opera unica irripetibile, e nasce con sorprendente facilità dalle mani di questo scultore che non ha avuto maestri nè seguito scuole.
Ha solo imparato a conoscere il ferro nella bottega artigiana di suo padre fino al punto di sentire spontaneo il bisogno di trasformarlo in un fiore, in una figura, un ricamo, a fare, cioè, del ferro un metallo più nobile dell'oro, come la sottocoppa di Glauco di Chio <<mirabile fra tutte le offerte che sono a Delfi>>
Giuseppe Passarelli
(dalla recensione introduttiva sul Fucito in occasione di una personale del maggio 1970, presso la Galleria d'Arte - LA SALETTA - in Mantova)

 

 

 

 

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