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PROTAGONISTI
Gallino
Nel corso degli anni Novanta, Theo Gallino ha svolto la sua ricerca abbinando pittura e fotografia, mirando alla resa pittorica di materiali quotidiani e inespressivi come il preservativo ed il pluriball. Al 1994 risale la serie dei preservativi che, fotografati su tela e rifiniti a pastello, divengono segno per creare composizioni astratte, mantenendo, al tempo stesso, tutta la loro valenza metaforica. Gli ultimi lavori, le Pittografie, sono caratterizzati da un altro elemento protettivo: il pluriball, ovvero il polietilene a bolle usato negli imballaggi per riparare oggetti fragili. Sullo sfondo del fitto reticolo del pluriball, le forme sono stampate su carta fotografica e montate su grandi telai, realizzati con uno spessore variabile per creare asimmetrie e giochi d’ombre. In un procedimento che rimanda ai rayographs di Man Ray, Gallino coniuga figura ed astrazione, monocromia e variazione tonale, tecnologia e liricità poetica. L’artista, pur privilegiando l’ambito della bidimesione, presenterà anche un’installazione in cui si misura nella contaminazione con l’oggetto: sulla superficie di tavolini stilizzati, attraverso il tramite tecnologico, sarà riportata l’iconografia delle bolle di polietilene accompagnata dalla frase “voglio vivere per…”.
Theo Gallino, nato a Poirino (TO) nel 1957, ha esposto in numerosi spazi pubblici e privati, tra cui l’Espais Centre d'Art Contemporanei, Girona, la Galleria Civica Palazzo Lomellini, Carmagnola (TO). Ha partecipato a numerose rassegne tra cui Caleidoscopio, Parco La Mandria, Torino, Altre Alleanze - politiche del dialogo tra ecologia ed arte, Imperia, Vercelli, Torino, Così vicino, così lontano, Torino, Latina, Treviso, e il XXXVIII Premio Suzzara.
Vive e lavora a Pessione (TO).

Theo Gallino,
nel corso degli anni Novanta, ha svolto
la sua ricerca artistica abbinando pittura e
fotografia. Il contenuto del suo lavoro non
si è mai disgiunto dalla sperimentazione
tecnica che lo ha condotto a
soluzioni originali.
Mi riferisco, ad esempio, alla resa "pittorica"
di materiali quotidiani e inespressivi come
il preservativo e il pluriball.
Al 1994 risale la serie dei preservativi,
presentata in una personale a
Palazzo Lomellini.
Theo Gallino, con un elemento
alquanto prosaico è riuscito a
impostare una sua poetica, dove
l'oggetto in questione fotografato su
tela e rifinito a pastello, diventa un
modulo che si ripete, si trasforma in
segno per creare composizioni astratte,
disegnare paesaggi o realizzare
d'aprés in omaggio ai grandi artisti del
secolo scorso, da Mondrian a Warhol.
Sul piano metaforico il preservativo andava
acquistando, in quegli anni d'allarme
AIDS, il valore di protezione antivirale,
di strumento per scongiurare la
paura del contagio. Il preservativo
poi è un anticoncezionale e, per
ossimoro, è legato alla vita. Il controllo
delle nascite, la fecondazione naturale e
artificiale ci riportano oggi al dibattito
attualissimo sulla manipolazione genetica,
sulla clonazione e sulle valenze simboliche
del sesso per le presenti e le future
generazioni. Dopo il profilattico Theo ha
caratterizzato il suo lavoro con un altro
elemento protettivo: il pluriball, ovvero
il polietilene a bolle usato negli
imballaggi per riparare oggetti fragili.
Questo materiale è presente sia come
ready-made preso e inserito nelle sue
installazioni, oppure viene elaborato
con la fotografia. La sua recente
produzione è incentrata proprio
sulla fotografia e sulle sue potenzialità di
sperimentazione. I suoi ultimi lavori,
che vanno a costituire una serie
che egli chiama Pittografie, sono opere
di grande formato dove i soggetti si
sovrappongono creando curiose ambiguità.
La tecnica adottata si avvicina a quella
dei rayographs di Man Ray, mentre la
tematica è legata alla natura, alla vita,
al corpo e al continuo rapporto tra
naturale e artificiale. Talvolta le forme
sono facilmente riconoscibili (la sagona di
una donna, un petalo di un fiore),
talaltra gli oggetti sono ingranditi al
punto da sfiorare l'astrazione. Queste
opere sono stampate su carta
fotografica e montate su grandi telai
realizzati con uno spessore variabile
per creare asimmetrie e gioghi di ombre
Fa costantemente da sfondo, con i suoi
effetti di trasparenza, il pluriball che
risuona come un invito a proteggere la
natura in tutte le sue forme.
Elisabetta Tolosano