SCULTORI

gli Artisti nell'ALCOVA

Gilberto Zorio
BIO    
Gilberto Zorio
(Andorno Micca, 1944)
A Torino frequenta l’Accademia Albertina e, nel 1963, tiene la sua prima personale alla Piccola Galleria d’Arte Moderna. La mostra del 1967 presso la Galleria Sperone di Torino lo situa nel gruppo di artisti che dà origine al movimento denominato da Celant "Arte Povera".
Zorio sviluppa la sua ricerca in una direzione parallela a quella di Anselmo: lavora sull’espressività primaria dei materiali, sulla tensione della legge di gravità, sulla precarietà degli equilibri instabili, sull’energia fisica e chimica. Caratteristica delle sue prime opere, per le quali utilizza materiali industriali, è l’instabilità : colonne di eternit poggiate su camere d’aria, colate di cemento che si disgregano per il loro stesso peso; i materiali e i colori vengono utilizzati dall’artista in situazioni che ne evidenziano la precarietà.
Tra il 1967 e il 1969 è fra gli artisti che espongono presso lo spazio torinese Deposito d’Arte Presente, uno dei principali punti di riferimento per l’attività espositiva del gruppo poverista, dove vengono presentate anche opere di artisti americani ed europei e dove si tengono conferenze, dibattiti, azioni teatrali.
In questi anni, partecipa a Torino alla collettiva "Con temp l’azione" (1967) e alla rassegna di Amalfi "Arte Povera + Azioni Povere" (1968). Nel 1969 tiene una personale alla Galleria Sonnabend di Parigi, che gli conferisce il primo riconoscimento internazionale. L’attività all’estero continua con le importanti collettive di Dusseldorf ("Prospect ‘68", 1968), Amsterdam ("Op Losse Schroeven", 1969) e di Berna ("When Attitudes Become Form",1969). Insieme ad Anselmo, è l’unico rappresentante italiano alla mostra dedicata all’ Antiform e alla Process Art organizzata, nel 1968, nel magazzino di Leo Castelli a New York.
La materia prima che caratterizza i lavori di Zorio a partire dai primi anni Settanta è l’energia . <<Le sue opere sono sistemi attivi di energia che coinvolgono il contesto e anche lo spettatore, innescando una sorta di sollecitazione estetica mai neutra, spesso aggressiva e anche pericolosa>> (F. Poli, 1999).
Nel 1970 Zorio partecipa a "Vitalità del negativo nell’arte Italiana 1960-1970" e contemporaneamente arrivano i primi riconoscimenti da parte di istituzioni museali. Lo stesso anno, è invitato alla collettiva "Junge Italienische Avantgarde" presso il Kunstmuseum di Lucerna, dove nel 1976 terrà anche una personale.
Alla Biennale di Venezia, partecipa nel 1978, 1980 e 1986, mentre a Kassel viene invitato in occasione di "Documenta 5" (1972) e di "Documenta 9" (1992).
Nel 1973, espone alla Galleria Sperone "Stelle Incandescenti". Con il motivo della stella a cinque punte, immagine atavica e simbolo dell’energia cosmica, l’artista trova un’icona, che userà spesso per identificare il tema preferito della sua ricerca. La realizza con diversi materiali (cristallo, pergamena, terracotta, rame cuoio, filo incandescente, raggio laser…), a volte l’associa al giavellotto nella creazione di sculture o installazioni ambientali
Le modificazioni chimiche che intervengono ponendo a contatto metalli e acidi (solfato di rame, acido cloridrico) rappresentano il nuovo interesse di Zorio a partire dagli anni Ottanta. L’artista si dedica alla creazione di "trasmutatori di energia", che prendono le più svariate forme : di alambicchi, di tubature, di cavi, di resistenze elettriche, di laser, di giavellotti. In questo modo, l’artista non governa più completamente i suoi lavori perché l’opera vive un processo formativo autonomo che si esplica nel tempo. Da questo tipo di installazioni nascono le cosiddette "macchine irradianti", dove tornano a volte le immagini della stella e dove appaiono elementi naturali come gli otri in pelle di maiale.
Per contrastare la staticità della pittura e della cultura tradizionali, l’artista infonde ad alcune di queste "macchine" un movimento meccanico, connettendole ad un compressore. Altre volte si tratta di creazioni che producono sonorità : tra i vari suoni, il crepitio delle fiamme e il suono violento della sirena o dolce del flauto.
Nel 1982, 89 e 94 espone in collettive al Guggenheim di New York, nel 1986 tiene una retrospettiva e una collettiva al Centre Pompidou di Parigi e tre anni dopo è invitato alla Royal Academy of Arts di Londra. Importanti musei stranieri ospitano personali di Zorio nel corso degli anni: Tra gli altri, lo Stedelijk Museum di Amsterdam (1979), il Kunstverein di Stoccarda (1985) e il Musée d’Art Moderne et Contemporaine di Nizza (1992).
 
 

 

 

Statistiche gratis