SCULTORE

gli Artisti nell'ALCOVA

Luciano Romualdo
BIO    
Romualdo Luciano è nato a Napoli nel 1942, comincia ad interessarsi di pittura, scultura e fotografia, sin da ragazzo, nel 1977 esordisce sulla scena espositiva presentando due opere all’esposizione del Comune di Napoli, Cappella S. Barbara nel Maschio Angioino, e in seguito partecipa a diverse rassegne e ottiene riconoscimenti a livello nazionale.
Frequenta il corso libero del nudo all’Accademia di Belle Arti di Napoli.
Si dedica con passione all’arte della vetrata istoriata, eseguendo decorazioni in molte chiese, ville ed appartamenti.
Frequenta il seminario di fusione del vetro a Zurigo ed esegue numerose sculture in vetro.
Si accosta anche all’arte musiva e frequenta il Centro Internazionale di Studio del Mosaico a Ravenna. Inoltre si dedica anche al mosaico minuto romano con il maestro C. Meloni di Roma.
Ha eseguito disegni e foto per illustrare alcune opere di storia regionale.
Ha tenuto corsi di arte vetraria presso una scuola media statale.
E' iscritto all'Associazione Internazionale Mosaicisti Contemporanei.
Collabora con alcuni grandi artisti italiani alla realizzazione delle loro opere, talvolta di notevole impegno, in uno scambio di esperienze tecniche e culturali di notevole importanza. ( Renato Barisani, Carmine Di Ruggiero, Gianni De Tora, Riccardo Dalisi, ecc.)
La sua attività si esplica nei più diversi campi: pittura, mosaico, vetrata, vetrofusione, smaltografia, ceramica raku.
Vive e opera a Marano di Napoli,
 
 
 

 

Note critiche

Un artista che lavora con passione il vetro, ricavandone, nel progettare le proprie interessanti opere, un piacere riflessivo e meditativo, che sa trasmettere ai fruitori. Luciano Romualdo possiede un forte intuito ed è dotato di eccezionale vigore segnico ed espressivo, di straordinaria vitalità plastica, di un'audace e consapevole forza costruttiva. Per di più, attraverso ben equilibrate incisioni, sa imprimere nei suoi soggetti quelle sembianze di staticità e movimento capaci di dare impressione che gli oggetti artistici, se osservati con attenzione, siano animati e sensitivi. Questa ricerca ha portato il maestro napoletano a valorizzare la preparazione del supporto e a sperimentare soluzioni tecniche differenti, che gli hanno permesso di raggiungere interessanti risultati non solo estetici, poichè ogni sua creazione sa suscitare emozioni e sentimenti.
Paolo Levi

Le vetrosculture e le ceramiche raku di Luciano Romualdo riflettono un gran senso di proporzionalità e di armonia, delicate nella loro struttura e gioiose nell’alternanza ritmica dei pieni e dei vuoti.
Le sue opere hanno la capacità di coniugare il colore e la forma in geometrie astratte o in figurazioni realistiche secondo una ritmica cadenza, che evoca aspetti razionali o emozionali di vita.
La sua indagine si avvale dell’uso del vetro e delle sue trasparenze dialine per intessere segni equilibrati che sembrano vibrare nel loro intimo.
Si avverte un senso di leggerezza che sintetizza momenti visivi onirici, nello sviluppo dolce del tratto.
Romualdo lavora su formati di piccole dimensioni, riuscendo a dotare il segno di eleganza e grazia e spingendosi ad indagare sul rapporto tra sinuosità e alternanza cromatica, tra elementi geometrici e sensazioni emotive.
Con un occhio poetico muta l’essenza della percezione e travalica la stessa natura dell’oggetto fino a raggiungere una dimensione onirica nella quale il complesso di elementi vivono in mondi di luce e di colore, inglobando altresì sagome inquietanti e ambienti vibranti di una segreta identità nascosta in una quotidianità priva di senso.
Coerente ed equilibrato, l’artista realizza atmosfere sospese malinconicamente nel tempo, sottese a ritmici cromatismi che pongono in risalto gli elementi geometrici senza bloccare i pensieri e l’animo; egli proietta l’opera verso trame sottili, echi della psiche che si intersecano con le realtà regolari del nostro essere e diventa strumento, quasi inconsapevole, di spazi tangibili anche se illusori, pronti a dissolversi nel nulla.
Carlo Roberto Sciascia

Tecnica e creatività nell’arte del vetro di Luciano Romualdo
Le potenzialità del vetro trovano espressione artistica nell’opera di Luciano Romualdo attraverso un complesso e raffinato procedimento che prende avvio dalla scelta dei materiali per concludersi in un assemblaggio di forme e colori, dagli sviluppi plastici, che rappresenta la perfetta sintesi tra le tecniche della vetrofusione e la creatività dell’autore.
Nella disposizione delle tessere ricavate dagli smalti di Venezia, l’artista sembra tener conto anche delle luminescenze ottenute dalle rifrazioni delle luci, e delle loro diverse intensità e angolazioni, che all’osservatore offrono l’impressione di trovarsi di fronte ad un’opera cangiante.
Nella ricerca artistica di Luciano Romualdo, la creazione non è dissociata dalla sperimentazione e ciò che più affascina è proprio quella forte componente d’imprevedibilità insita in un processo di vetrofusione i cui esiti possono realizzare quanto preventivato, o dare vita ad una nuova esperienza da applicare ad un successivo progetto.
Dove prevalgono i contrasti cromatici, l’opera è spesso dominata da un nucleo centrale a volte concavo, altre volte convesso rispetto al piano di supporto che conferisce al lavoro una terza dimensione in un duplice rapporto con lo spazio circostante: cosmico, quello interno all’opera, dove lo sfondo è caratterizzato da più cupe tonalità che proiettano lo stesso nucleo verso l’infinito; armonico, nel rapporto tra l’opera, nella sua interezza, e l’ambiente dove è collocata, dal quale prende luce e la riproietta nell’ambiente stesso, arricchita di vibranti riverberi che si diffondono dai suggestivi mosaici.
Per fusione, Romualdo ottiene tessere in bicromia come in multicromia, un risultato che non si limita agli effetti estetici, pur rilevanti per l’unicità di ciascun pezzo nelle combinazioni tra i colori, i disegni cromatici e loro forme solide, ma dona all’opera un esito dinamico, di tipo centrifugo, ma sempre con un effetto proiettivo che travalica idealmente l’angusto spazio del supporto per estendersi deciso verso l’infinito.
Notevoli sono gli esiti diafani nelle opere in murano le cui delicate trasparenze, sapientemente adoperate nelle elaborate creazioni artistiche, ancora una volta esulano dalle soluzioni estetiche di più immediato effetto, per assumere un significato puramente concettuale, soprattutto se l’opera è messa in relazione con il contesto nel quale è calata e con l’idea che sottende anche a molte delle opere più rappresentative di Luciano Romualdo. Allora lo spazio, attraverso le trasparenze del materiale utilizzato, nelle sue diverse varianti cromatiche, interagisce con l’opera stessa plasmandola alle sue proprie luminosità e alle diverse profondità, focalizzate attraverso il vetro, ma arricchite dalla forma artistica che l’autore ha dato alla sua creazione. La scultura in murano diviene dunque la pellicola fotosensibile sulla quale la luce dello spazio s’imprime, ma che dall’opera assorbe i colori e la foggia in uno scambio dinamico che supera la concezione statica dell’opera d’arte per coinvolgere anche l’ambiente nella sua fruizione.
Se attraverso l’arte della vetrofusione, Luciano Romualdo coniuga l’esperienza tecnica con la creatività artistica applicata agli stessi materiali lavorati, la stessa modalità sembra esprimersi in alcune opere in particolare dove il fattore razionale si fonde con la fantasia, ancora una volta in un rapporto interattivo nel quale ciascun elemento fruisce delle proprietà dell’altro. Le combinazioni tra le figure geometriche e le espressioni cromatiche, nelle peculiari tonalità dei materiali impiegati, propongono nuove soluzioni estetiche per le forme di più convenzionale concezione, in un perfetto rapporto armonico che dona all’opera assoluto equilibrio. Il concetto fondamentale non sembra dissimile dall’idea che caratterizza la quasi totalità della produzione artistica di Luciano Romualdo: se le geometrie sono da interpretarsi quale definizione razionale dello spazio, quello stesso spazio può essere reinterpretato dal genio artistico restituendolo sotto un’ottica completamente diversa. In ultima sintesi, Romualdo indaga, per un verso, sulle disposizioni artistiche delle forme geometriche, per un altro sulle disposizioni geometriche delle forme artistiche, alla ricerca di quella perfetta simbiosi tra gli elementi che contrassegna tutte le sue opere.
Domenico Raio

 

 

 

 

 

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