POETI

gli Artisti nell'ALCOVA

Maria Elena Minciullo
BIO    

Maria Elena Minciullo, nata a S.Agata M.llo il 4 Gennaio 1967. Vive a Capo d'Orlando, dove insegna nella scuola primaria. Ha partecipato a diversi concorsi di poesia, ottenendo premi e lusinghieri riconoscimenti.

 

 
A Sara

Sei lì,
in prima pagina
e mi guardi sorridendo
ma non riesco a dimenticare
che la terra ti culla, pietosa
dell'orrore che ha chiuso i tuoi giorni.

 

HO VISTO UN GABBIANO VOLARE

Ho visto un gabbiano volare:
lentamente le ali vibrava
guardando lontano
al di sopra del mare,
elevato sul mondo.
Volava lontano dai nostri frastuoni,
distante dal caos della Terra,
più vicino al Dio dei bambini
con il suo Paradiso fra le nuvole.
Ho visto un gabbiano volare
un giorno d’ estate,
vi ritorno ogni tanto,
col pensiero mi sposto nel tempo e nei luoghi,
ritrovo il mio posto,
mi fermo ancora a guardare,
un battito d’ali nel blu dei ricordi
e ancora più in alto, ancor più distante,
lo sguardo scruta lontano,
già si perde su lidi remoti,
su albe ancor non esplorate,
obliando ogni ricordo di Terra
in un cielo infinito di azzurri momenti.
Ho visto un gabbiano volare,
con lui mi sono innalzata,
ho lasciato la terra e la gente,
un fremito d’ali e, poi, via,
vedevo lontano,
volavo verso i miei sogni senza parole,
senza memorie, sempre più in alto,
annullando i tempi e gli spazi
con un battito d’ali,
lo sguardo distante perso nel cielo,
ero un gabbiano.

 

A CHI MI APPOGGERO'

A chi mi appoggerò, mio Signore?
Sola verrò,
con le spalle curve,
vuota di pensieri
sola verrò,
verso Te
alzerò occhi stanchi.
Tacerò, o mio Signore,
le parole si sono disperse
lungo la via,
tacerà la mia vita
ormai fuori di me,
taceranno le mie labbra strette
senza sorriso,
tutto tacerà.
La mano allungherò
verso Te, mio Signore,
la mano a Te porgerò,
spero la prenderai, mio Signore,
nella Tua grande mano voglio perdermi,
lì ritrovarmi,
lì sentire Te, mio Signore.
Solo allora la fatica se ne andrà,
solo allora tornerà il sorriso,
solo allora parlerà la vita
che se ne è andata,
solo allora i miei occhi brilleranno,
solo allora mi appoggerò
a Te, mio Signore.

 

SEI SFIORITA
Sei sfiorita
in una casa di pietra
senza una carezza
che venerasse le tue gote,
l’alito di un respiro
che si confondesse col tuo,
uno sguardo che violasse
il tuo pudore.
Sei sfiorita
senza mai sbocciare
su una terra arida e nuda,
chiuse sono rimaste
le tue stanze segrete
e un sorriso misterioso continua
ad aleggiare sulle tue labbra,
senza mai aprirsi
al riso profondo
che scuota la tua virginea figura.
Sei sfiorita
in una casa di pietra
muta nell’attesa
della vita.

 

CASA DU' SIGNURI SOPRA U MUNTI
Na chiesuzza staci
supra u munti
sula sula,
i rrundineddi a canusciunu,
da nun vitru ruttu traseru
e u nidu si ficiuru
supra l’altari.
D’ora nnavanti
s’affacciunu i picciuna
ca buccuzza aperta,
na missa antica
iddi ascutunu,
da luntanu si torna
a sentiri
nun coru di vicchiareddi
chi cantunu i lodi a u Signori
e u “Te Deum” sali
forti a u cielu.
Nun si cchiù sulitta,
o chiesuzza,
sula cu’ Diu,
girunu l’acidduzzi
attornu u Crucifissu,
supra l’altari si posunu divoti,
di iornu vannu e venunu
da nun vitru ruttu,
ma a sira s’arricampunu,
i rrundineddi nun ti lassunu cueta,
casa du Signori
supra u munti.

 

UNA PIANTINA DI VIOLETTE SUL DAVANZALE
Una piantina di violette
su un davanzale
fra la pioggia e il vento
mi dice che la primavera
sta per arrivare.
Io sento il freddo
sferzarmi il viso,
trovano conforto
le mani in tasca
e proseguo fra le pozzanghere
immergendomi nel grigio,
smorzato solo
da una piantina di violette
su un davanzale.

 

LA MIA CROCE PRENDO E TI SEGUO

Nel silenzio della sera che giunge,
la Tua Croce seguo, Signore,
temo il dolore che si avvicina,
questo momento vorrei, per un attimo, fermare.
Dietro la Croce dimentico Dio,
ci son solo le Tue piaghe che sanguinano,
il Tuo capo reclinato dal peso,
i Tuoi passi che inseguono passi.
Oh mio Signore, dammi la Tua Croce,
ho paura della Tua sofferenza,
tremo e piango, vane son le parole,
non confortano il dolore dell’ Uomo.
Oh mio Signore, la notte dei tempi è giunta,
non farmi restare qui sola,
al mondo avevi dato la Luce,
la Luce si è spenta qui, ora.
Oh mio Signore, sotto la Croce rimango,
le Tue mani e Tuoi piedi ancor sanguinano,
la Tua voce è solo un sussurro,
Ti avvolge pietosa la sera.
Mio Signore di carne e di sangue,
tutto è compiuto oramai,
ritorni da Dio fra di noi,
ritorna a risplendere la Luce.
Nel silenzio della notte che giunge,
la mia croce io prendo e Ti seguo,
come allora ripercorro il Calvario
ma, con Te, non temo la morte.
Oh mio Signore, la mia vita è Tua,
solo con Te io vivo e spero,
mi proietto nella Tua luce,
aspetto con ansia
di rivedere il Tuo volto.

 

L'ORRORE DELLA VITA
Ragazzina con frangia e caschetto
la vita ti ha preso e travolto.
Non c’ eri, eppure eri tu,
scappavi, ed eri lì,avvolta nel sangue,
pensavi lontano e il coltello brandivi,
il male in te era entrato,
il male ora sei tu.
Ragazzina con gli occhi puliti,
perché non ti hanno ascoltato,
gridavi paure di vita,
la morte sei diventata.
Hai preso le vite degli altri,
li amavi, ricordi?
Il tuo cuore batteva per loro,
per loro il sorriso più dolce,
per loro i primi tuoi doni,
per loro la piccola Erika.
Li hai odiati, poi,
hai odiato i muri di gomma
che in loro vedevi,
li hai odiati e li hai uccisi,
ragazzina con frangia e caschetto
chi sei ora, non so.
Ragazzina, con paura ti guardo,
paura dell’oggi e del tuo domani,
i tuoi muri non esistono più, fuori,
sono dentro di te oramai,
insieme stanno adesso l’ amore e l’odio,
dentro di te vivranno
finchè vita tu avrai.
La tua mamma amorosa, ricordi,
il tuo fratellino che ride,
la madre dei no hai negli occhi,
tuo fratello, il nemico che il tuo sguardo vedeva.
Solo sangue, Erika, ti resta,
nel tuo cuore solo sangue rimane,
è nel sangue la ragazza con frangia e caschetto,
solo il male, ormai, vedo in te.

 

RICERCA
Morte,
dov’è la tua casa?
L’ ho cercata per i viali
dei cipressi tremanti,
ho girato attorno ai marmi
scalfiti dal tempo,
fra lacrime di non speranza
e di tormento,
nelle vesti della notte
e del silenzio.
Morte, ho bussato
a molte porte,
ha risposto solo
un’ eco di sospiro,
ho sentito passi
senza nome,
il tuo fantasma che gelava
il mio cuore.
Morte,
dov’ è la tua casa?
Mentre cammino
per le strade della vita,
io la trovo
sui volti della gente,
fra le pieghe dei muri
di calde case,
nei miei occhi che cercano
un raggio di sole.

 

DUE RIGHE SU UN FOGLIO BIANCO
Con due righe
su un foglio bianco
spoglio di sogni,
te ne sei andato
in silenzio
a cercare
nel buio
la luce.
Né voce di amico,
né carezza tenera di madre
ti han trattenuto
dal ciglio dell’abisso
e sei caduto,
caduto e caduto ancora
oltre la vita,
oltre la morte,
oltre il destino.
Con due righe
su un foglio bianco
senza lacrime,
te ne sei andato
in silenzio.

 

 

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