POETI

gli Artisti nell'ALCOVA

Maria Teresa Sica
BIO    
Nata a Napoli il 15 Aprile 1967 Maria Teresa Sica è una maestra di scuola elementare. Diplomata ISEF, per un breve periodo ha gareggiato come mezzofondista; tecnico audiometrista, nel periodo in cui era tirocinante in ospedale ha seguito un corso di LIS (lingua italiana dei sordi) perché trovava necessario saper interagire con i pazienti che ne avevano bisogno. Molto di quanto appreso nella sua formazione, in particolare le nozioni di fonetica, logopedia, fonologia e linguistica, le utilizza nell’espletamento della sua attuale professione; ricorre anche alle conoscenze di acustica, per avvicinare i suoi alunni alla musica ed al canto, il quale rappresenta da sempre una sua passione cui si dedica a livello amatoriale. Il percorso professionale è affiancato da molteplici interessi: oltre il canto c’è la matematica, intorno alla quale ha effettuato uno studio sui numeri primi pubblicato su una rivista on-line; la grafica pubblicitaria, che ha perfezionato seguendo un corso inerente; l’astrologia, cui si è dedicata per un periodo interessandosi a quadri astrali, effemeridi, aspetti ed relative influenze sulla personalità; la scrittura, che ha abbracciato sin da adolescente dando origine a poesie, testi ed altre produzioni molte delle quali… ancora inedite.

Nel dicembre 2009 ha pubblicato “Voli Emozionali” una raccolta di poesie caratterizzate, più che da una metrica, da un ritmo musicale interiore; il libro, a detta di chi lo ha letto, è un profondo viaggio nelle emozioni che, espresse in maniera semplice e fluida spingono alla riflessione ed aprono, in parte, la via per meglio conoscere la natura dell’autrice.

 
SOGNO FUGGENTE

Cade in ginocchio al suolo e lì, per terra,
flettendo il capo e nella mano il viso,
scuote la testa e poi, senza sorriso,
sente volare via la sua chimera.
La vede come nuvola di fumo
nell’aria, si allontana lentamente
e tra le mani non rimane niente,
solo quel viso e lacrime e profumo.
Profumo che ora non può più sentire
perché fa riaffiorare quei ricordi
che, se ci grida contro, sono sordi:
mai più quel nembo potrà riapparire.

 

VOLI EMOZIONALI (il libro)

Edito da AbbiAbbè – Giugliano (Na) nel dicembre 2009, “Voli Emozionali” è una raccolta di poesie, alcune in rima ed altre in versi sciolti, caratterizzate più che da una metrica, da un ritmo personale ed istintivo, un ritmo musicale interiore.

La raccolta, il cui sottotitolo è "immagini, parole, suoni..." ad esprimere le sensazioni che possono derivare da immagini, parole o suoni che improvvisamente avvolgono una persona e poi la colpiscono intimamente, è un intenso viaggio nelle emozioni.

Molteplici sono le tematiche trattate, più numerose le liriche dedicate al tema dell’amore, in alcune delle quali si evincono le emozioni derivanti dall’esperienza dell’abbandono, in generale tuttavia prevale un messaggio di speranza. Vengono inoltre trattati i temi della guerra, della malattia, della morte, quello religioso e temi sociali in un susseguirsi di impressioni spedite e immediate, le “emozioni” sono espresse in modo semplice e fluido, ma nello stesso tempo hanno profondità e spingono alla riflessione. In particolare due liriche prendono spunto da fatti di cronaca, un’altra, quella che conclude l’intera raccolta, è interamente in napoletano.

 

SOGNO FUGGENTE

Ai margini della via c’è un passero,
non può volare: gli han tagliato le ali;
saltella, attento a trattenersi negli spazi marginali
e, malinconico, rammenta i suoi giorni speciali
quando potea volare libero nell’immensa estensione:
veloci ascese, impensabili traiettorie, illimitata ogni evoluzione
ed il suo canto, carico di emozioni.

Ora non canta più, emette un flebile lamento,
fugace guarda in alto con tristezza
e fissa immobile chi intorno gli svolazza
e prova gioia silente per quello che starnazza;
osserva quei suoi simili che hanno le ali ancora,
scruta con gli occhi lucidi, oppresso dalla perduta aurora,
occhietti di chimere, nostalgia, fede illusoria.

Con quel suo gemito sta domandando aiuto,
non sa invocarlo, ma il suo sguardo è eloquente
e lì, senz’ali, può essere acciuffato agevolmente,
la sua sola salvezza è stare ascoso mutamente;
quella non è più vita, tacita e senza ali,
ma il predatore schiaccia, non dona gli ideali
e al passero non resta che estinguere i residui vitali

 

SCULTURE IMMORTALI

Da polvere di terra, Lui l’uomo ha modellato,
con l’alito divino la vita gli ha donato
ed eccolo, il vivente, che nella sua presenza
celebra Lui poiché è a Sua immagine e somiglianza.
E gli donò un giardino da arare e custodire
ed alberi da cui potersi nutrire,
un albero però era da non toccare
ma l’uomo, incuriosito, non stette ad ascoltare.
Cacciato torna in terra da cui fu generato,
figlio del suo Creatore tendenze ha conservato,
sicché dalla materia esanime è sedotto:
la cerca, la modella, come con lui fu fatto.
Ma il soffio della vita non è sua competenza
e le creazioni restan tutte prive di esistenza,
il Padre, che lo guarda e nel profondo è buono,
solo alcuni ha dotato di un altro grande dono.
Opere dalla terra plasmate, scalpellate,
manchevoli di vita, immobili, attaccate,
ma alcune pare parlino come se in chi forgiò
tal era la passione che il prodigio sgorgò.
Mimica di una madre e del figlio sorretto
cui membra rilasciate, morbida veste han sotto;
o delicata sindone, marmorea non appare
che sul giaciglio il corpo attraverso traspare;
la rete che recinge capo e arti inferiori
realistica, adagiata, come a vestir pudori;
la donna abbandonata, le braccia che s’incrociano
sul di lui capo e cingono lei, e un bacio bramano.
Busti, statue magnifiche, incantevoli gessi
che turbano, stupiscono e lasciano perplessi,
seppur senza respiro sempre si esprimeranno,
senz’alito ma vivi, e in eterno resteranno.

 

 

 

PACE

Pace e’ uguale Comprensione:
perché comprendere è emozionarsi,
agire per riuscire ad aiutare!
E quando riesci a fare questo,
gioia ti da il sorriso del soccorso.

Pace e’ uguale Comprensione:
perché comprendere le intenzioni
aiuta a regger bene le reazioni!
E quando riesci a fare questo,
astio, che è litigioso, viene oppresso.

Pace e’ uguale Comprensione:
perché comprendere è comunicare
senza fingere di adeguarsi e poi subire!
E quando riesci a fare questo,
cogli i punti di vista, con rispetto.

Pace e’ uguale Comprensione:
perché comprendere è compatire,
sentire e condividere la sofferenza altrui!
E quando riesci a fare questo,
disfi i propositi di allontanamento.

Pace e’ uguale Comprensione!
E se riesci a fare tutto questo
sei in pace,
con il mondo e con te stesso.

 

IL CANTO DI AFRODITE
Quanta importanza date alla materia, alla corporeità,
la corsa a possedere, ed il possesso segno di qualità.
Ma la sostanza è effimera, fuggevole è ogni vanto,
quello che ha pregio, invece, è Afrodite col suo canto.
Voglio seguir l’amato mio e con egli la sua vita,
abbracciare dal sorriso alla più grande sua ferita,
tener da lui lontana la desolazione,
donagli la mia gioia, tutta la mia passione,
voglio sentirmi aria per tutte le sue cellule
che poi per me son acqua e fuoco e stelle.
Quello che rende futile ogni bene io ti voglio donare,
ciò che dà senso alla vita te lo voglio regalare,
poiché io lo possiedo seppur è immateriale:
il canto di Afrodite, incorporea ricchezza spirituale

 

IMMOBILI
Seduta di fronte a te sfioro i contorni del tuo viso, i tuoi capelli,
sorrido, dolcemente, ed i miei occhi sembrano sereni.
La tua espressione è grave, ma i tuoi occhi lucenti la tradiscono,
vorresti accarezzarmi, resti immobile.
Dolci sensazioni fanno vibrare i nostri corpi, le nostre menti,
comunichiamo, silenziosamente,
ed intorno sembra esserci il vuoto.
Vorremmo poterci scambiare in dono
un magico istante carico d’affetto,
non possiamo, restiamo immobili.
Per un attimo ti regalerei tutta me stessa,
per riempire, con amore, quel vuoto che pare ti accompagni,
colmare fugacemente un bisogno d’amore che ci teniamo dentro,
e dare, a te che sento così dolce, ma resto immobile.
Scompare il mio sorriso, sparisce la luce dei tuoi occhi,
la mia mano s’allontana dal tuo viso.
Rumori. Scompare il vuoto intorno.

 

 

 

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