DAL BAUHAUS ALLA HOCHSCHULE FUR GESTALDUNG DI ULM
Il Bauhaus e la Scuola di Ulm rappresentano due momenti fondamentali del pensiero moderno nel Disegno Industriale. Il Bauhaus viene fondato a Weimar nel 1919 e chiuso a Berlino nel 1933. La sua storia breve, ma molto tormentata -difficoltà economiche, ostracismo delle istituzioni ufficiali, dissidi fra gli insegnanti - può essere suddivisa in tre fasi principali concomitanti con le variazioni di sede: periodo tardo-espressionista (1919-1924 Weimar), periodo caratterizzato dalla speranza nel razionalismo e dal conflitto con la fase precedente (1925-1930 Dessau), periodo razionalista (1930-1933 Dessau-Berlino). Walter Gropius ne assume la prima direzione. Egli accetta il pensiero dominante dell'epoca cioè che il prodotto industriale è brutto e solo l'artista ha gli strumenti necessari per renderlo bello. Questo concetto racchiude la logica fondamentale del Bauhaus: integrazione tra cultura del prodotto industriale e cultura artistica. Purtroppo Gropius non ha mai avuto forti certezze ideologiche ed il suo lavoro è stato condizionato da personaggi che all'interno del Bauhaus costituivano scuole di pensiero quasi autonome tra cui Itten. Artista e filosofo, molto vicino a movimenti esoterici e alle culture orientali, aveva una visione quasi mistica della didattica e suggestionava a tal punto i suoi studenti da uniformarne il comportamento. Nel 1923, a causa delle sue divergenze con Gropius, lascerà la scuola. Intanto molti sono gli artisti che, offrendo il proprio contributo e la propria esperienza, si succedono in qualità di docenti: Albers, Kandinsky, Klee, Moholy-Nagy, Van Doesburg, Breuer. Con il trasferimento della sede a Dessau, la scuola comincia ad occuparsi concretamente di architettura e grazie ad incarichi esterni i laboratori non servono più esclusivamente alla didattica, ma iniziano a produrre modelli. Gropius si dimette nel 1928 per ragioni economiche e politiche, ma soprattutto perché l'idea originale del Bauhaus è finita. Non è più scuola di integrazione tra cultura industriale e artistica, scuola di arti applicate. Gli succederà H. Meyer ed infine L. Mies Van der Rohe che riporterà la sede a Berlino dove, alla fine del 1933, verrà occupata e fatta chiudere dal regime nazista. E' la sua fine storica, ma non ideologica; i principali protagonisti del Bauhaus lasciano la Germania e continuano all'estero la loro produzione artistica e il loro insegnamento. E' durante gli ultimi anni di questa istituzione che si diffonde uno dei temi del design moderno: il tema del funzionalismo cioè l'equazione UTILE=BELLO, tema che si perfezionerà alla Scuola di Ulm. La scuola di Ulm viene ufficialmente inaugurata nel 1955 con un discorso di Gropius. Nasce grazie ai finanziamenti della Fondazione Scholl voluta, in memoria dei due fratelli vittime del nazismo, da Inge Scholl, co-fondatrice insieme a M. Bill (ex-studente del Bauhaus) che ne è anche primo rettore. La scuola non è di grandi dimensioni, è una sorta di campus in cui gli studenti risiedono. Sia studenti che docenti sono di provenienza diversa e ciò costituisce uno dei motivi per cui la HfG si colloca in un quadro culturale internazionale. Purtroppo anche questo esperimento di costituire una nuova scuola di design ha breve durata. Dopo soli tredici anni e dopo aver incontrato numerosi ostacoli, nel 1968 la scuola viene chiusa. Inizialmente viene ammessa la tesi della continuazione del Bauhaus, intesa non come restaurazione, ma come accettazione dopo aver verificato l'attualità o meno dei suoi presupposti didattici, culturali e organizzativi. Nascono, intanto, i primi contrasti tra Bill e i colleghi che si faranno sempre più insanabili e si concluderanno con le dimissioni dello stesso. Con la sua partenza si verificano dei mutamenti nella didattica, si attribuisce maggiore importanza alle discipline scientifiche e tecniche viste come componenti fondamentali della progettazione. Il Bauhaus cercava una sintesi tra esperienza artistica e progettuale e vedeva l'arte come un mezzo per dare qualità al progetto moderno. Ulm rifiuta il rapporto con l'arte, rifiuta il dialogo arte-tecnica: i processi razionali, la scienza e la tecnica hanno preso il posto dell'artisticità. Ulm rappresenta la più alta maturità del pensiero razionalista e definisce l'aspetto creativo come un limite: la forma del progetto nasce da un processo razionale. Per il Bauhaus la modernità è una condizione estetica del progetto, per Ulm la modernità è una condizione metodologica del progetto. Due ideologie diverse che hanno condotto a esiti diversi. Il Bauhaus è stata fondamentalmente un'idea. Non c'è uno "stile Bauhaus" o, perlomeno, Gropius è sempre stato contrario alla sua nascita e se c'è una certa coerenza nelle opere dei suoi protagonisti, questa deriva dall'aver partecipato a una grande esperienza didattica. Ulm è stata fondamentalmente una scuola. Possiamo parlare di "stile ulmiano" in quanto la sua produzione corrisponde a una concezione della forma del prodotto che Bill aveva contribuito a precisare. Una cosa, però, accomuna entrambe: hanno tentato di rinnovare il linguaggio della didattica del progetto, hanno basato il loro insegnamento sulla interdisciplinarietà, sono state scuole in continua trasformazione scosse da contrasti interni ed impossibili da inquadrare nei tradizionali organismi didattici. Il loro destino, inevitabilmente, è stata la chiusura