Metropolismo, i valori dell'apparente di Achille Bonito Oliva
L'arte ha cercato, specialmente nel suo decorso contemporaneo dalle Avanguardie storiche alla Transavanguardia,di rispondere all'iniziale quesito "sparecchiando" I'ordine imposto dal sistema dei valoringuistici e sociali. Una sequenza di innovazioni ha segnato l'Arte delsecolo, a partire dalla consapevolezza di un dissenzo critico verso l'ambito costituito del sociale.
Con la propria biografia e soprattutto con le opere, gli artisti hanno sviluppato una forte resistenza morale capace di diventare segnale visibile ed esemplare di una differenza vitale contro l'omologazione e la pura registrazione della realta.
Ma una cosa essi hanno sempre capito: non .si puo prescindere dal contesto in cui si vive e nemmeno dall'analisi del suo prodursi. Tale analisi ci induce a riconoscere il peso determinante della televisione e della sua capacita di estetizzazione, riduzione della complessita a fantasmagorica semplificazione visiva, rappresentazione della pura complessita tecnologica come massimo risultato commestibile per l'occhio e la mente.
Davanti a questo miracolo telematico, nelle sue varianti computerizzate fino alle realta virtuali, I'Arte dell'ultimo decennio ha compreso che non basta opporre pateticamente un immagine critica della realtà quanto piuttosto confrontarsi con le modificazioni antropologiche inevitabilmente in atto e conseguenti all'abuso e all'uso televisivo. Se la Pop-Art americana si era confrontata con grandi risultati, ma in maniera volutamente acritica con i mezzi di produzione meccanica dell'immagine e la prosa del quotidiano, ora gli artisti europei hanno compreso la necessita di un apporto critico all'assunzione dell'immagine, partendo dalla contaminazione ed assemblaggio di diverse fonti iconografiche ed includendovi dentro anche il momento terminale della contemplazione
Gli artisti del Metropolismo hanno sicuramente tenuto conto dell'apporto disinibente della Transavanguardia che ha ristabilito con forza l'uso della pittura nell'ambito della nostra contemporaneita, un mezzo con un grande passato nella Storia dell'Arte capace di segnalare all'opinione pubblica un luogo aulico di produzione iconografica, resistente e non effimero come quello televisivo
Il nomadismo culturale e l'eclettismo stilistico vengono utilizzati per assemblare immagini appartenenti ad ambiti alti e bassi e ad unificare differenze linguistiche sulla superficie del quadro.
Come lo spazio metropolitano assembla eventi e persone diverse tra loro e la televisione luoghi e personaggi lontani, cosi gli artisti del Metropolismo utilizzano intenzionalmente la pittura come luogo di condensazione di immagini superficialistiche che si danno all'occhio dello spettatore per la loro resa puramente visiva, per il loro decoro figurativo e il marchio di provenienza.
La pittura diventa pubblicità della pittura, chiamata a raccolta diimmagini colte e oggetti status-symbol, nobilitati per la loro griffe ed abilitati a partecipare al nuovo banchetto iconografico.
Vere e proprie nature morte vengono imbandite da questi pittori che utilizzano strategicamente una sorta di minimalismo morale, un'indifferenza mascherata verso ibridi accoppiamenti, gli stessi che lasciano indifferente lo spettatore televisivo nelle sue lunghe maratone contemplative di video-clips e di films intervallati dalla pubblicita.
Per la prima volta nella pittura non c'e solo la presenza consapevole dell'artista, ma anche il punto di vista neutrale dello spettatore. Questi viene fatto dentro nell'opera mediante la rappresentazione di un'indilferenza visiva percepibile dalla oggettiva quiete iconografica che domina l'opera.
Chiara e l'astuzia dei pittori del metropolismo che utilizzano volutamente la neutralizzazione dell'Arte per avvicinarsi alla produzione corrente del sentire quotidiano. Se precedentemente l'Arte dichiarava subito per forme e materiali, la propria differenza dandosi come bersaglio immediatamente individuabile allo sguardo cinico e scettico del pubblio, ora invece esso prova la simulazione manieristica di fingere l'appartenenza ad un universo consumistico per agganciare lo spettatore e trattenerlo nelle proprie vicinanze. In tal modo la pittura si sottrae all'accusa dell'appartenenza patetica ad un passato remoto ed accede invece alla possibilita di fiancheggiare l'apparato moderno della riproduzione iconografica proprio mediante l'uso della neutralità, oggettività, e apparente semplificazione visiva.Come la televisione non ammette programmaticamente incertezze tecniche e precarieta di immagine, ma piena e solare visibilita, così questa pittura presenta il nitore patinato di un'inquadratura che nulla concede all'autobiografia e alla profondita psicologica.Lo strisciante passaggio dalla democrazia alla telecrazia implica il fatto che tutti diventano spettatori, consumatori di un'immagine facilmente penetrabile e tecnologicamente impalpabile. La perfezion tecnologica sembra lo strumento che dia accesso a questa paradossale parita tra i diversi soggetti sociali, aiutati in un esasperato consumismo proprio dal levigato schermo televisivo che espone per tutti stessi produttori e stesse immagini.
Il carattere europeo del metropolismo si contrappone al pragmatismo informativo di molta arte anglosassone attraverso la restituzione alla pittura di una dimensione sintetica e riflessiva, capace di interrogarsi sul proprio statuto, sulla propria funzione dentro la Storia del nostro tempo. .