Arte Sinestetica di Daniela Alexandra Bruni

Suono e segno, forma, struttura visiva o acustica, ritmo, frequenza, spazio, tutti questi concetti sono itercambiati, nell' ambito della storia delle arti, tra musica e pittura, cultura, danza cinematografia televisione, quest'ultima simulacro multimediale per eccellenza. A partire dal XX secolo, con l' avvento delle avanguardie artistiche, la musica ha avuto un notevole influsso sull'attività immaginativa degli artisti; essa stessa diviene non solo oggetto di rappresentazione attraverso la raffigurazione di strumenti musicali, degli esecutori o dei luoghi di della pratica esecutiva (come si usava nei secoli precedenti) ma acquisisce un' importanza determinante per la nascita dell'arte astratta.
I tentativi dell'arte moderna di visualizzare strutture musicali, leggi composite, forme sonore e di stabilire equivalenze visive con la creazione di un linguaggio autonomo, confluiranno a partire dal 1910 nello scardinamento della rappresentazione naturalistica a favore di una rappresentazione priva di punti di riferimento oggettivi e concreti.
Le più importanti tappe artistiche del nostro secolo tra i tanti citiamo il gruppo monacense del Blauer Reiter, l'Orfanismo, il Simbolismo, il Cubismo, il Futurismo, il Dada, il "De Stjil" olandese, il Bauhaus, il" simultanesimo"di Robert e Sonia Delaunay, l'informale daranno ampia prova di questo avvenuto mutamento.
Già uno dei pionieri dell' astrattismo pittorico legato strettamente legato all'elemento musicale, il russo Wassily Kandinsky, aveva lodato in una lettera del 1911 inviata al grande compositore Arnold Shonberg, padre della musica atonale, le qualità dell'arte musicale, legate al regno dell'immateriale e quindi sovranamente indipendenti dal mondo visibile e dalle leggi della riproducibilità naturalistica, dalle quali dipendevano invece, in quel momento, le arti visive.
"La musica di Schonberg, scrive Kandinsky, ci introduce in un nuovo regno, dove le esperienze musicali non sono acustiche bensì puramente psichiche: qui ha inizio la musica del futuro"(A.Schonberg, W.Kandinsky). Lo stesso anno, sollecitato dall'illuminante esempio dell'amico musicista, Kandinsky compirà il passo decisivo per il distacco della pittura dalla sua funzione mimetica e contemporaneamente fornirà, con il suo saggio "Dello spirituale nell'arte" una sorta di primo trattato di armonia per questo nuovo concetto di pittura, che poneva come valore assoluto il "suono interno" dei colori e delle forme. Si avvia il tentativo di porre in relazione l'invisibile con il visibile, anche se la musica, la parte immateriale, verrà filtrata attraverso i mezzi tecnici a disposizione dell'artista e dalla sua conoscenza del linguaggio e delle espressioni del mondo sonoro. La musica verrà presa come modello strutturale di riferimento e diverrà fonte notevole di innovazione in ambito visivo.
La musica non farà solo da "madrina" all'atto di nascita dell'astrattismo, ma il suo influsso si dipanerà come un sottile filo rosso dall'inizio del secolo ad oggi, sempre in relazione ai cambiamenti decisivi dello sviluppo artistico moderno e gli altri artisti porranno attenzione, di volta in volta, a diversi aspetti della sonorità, considerando determinate leggi e parametri della musica, quasi una corsa senza sosta alla ricerca di un'analogia sempre più aderente. Vi sarà un rifiorire dei trattati approfonditi sulle corrispondenze tra suono e colore (vedasi Johannes Itten del Bauhaus), la consapevolezza di una "qualità timbrica" del suono ed un ritorno al principio della "sinestesia",dell'attenzione alle associazioni e intersezioni tra senzazioni di natura diversa avvertite contemporaneamente: "vedere" i suoni, "sentire" i colori.
La letteratura, quasi un secolo prima, era riuscita ad esprimere compiutamente nella persona di E.T. Hoffmann questa fondamentale possibilità della "percezione simultanea" (syn aistànestai) e le sue implicazioni estetiche ed espressive: "Non Tanto nel sogno quanto in quello stato di delirio che precede il sonno, e specialmente quando ho sentito molta musica, trovo una combinazione fra colori, suoni e profumi. Mi pare che tutti siano prodotti, nello stesso modo misterioso, dal raggio di luce e che si debbano poi associare in un meraviglioso concerto. Il profumo dei garofani rossi-scuri agisce su me con una straordinaria forza magica: senza volerlo mi sprofondo in uno stato di sogno e sento allora come da una grande lontananza suoni di clarinetto che crescono lentamente e poi lentamente si dileguano.
Musica!... Tu sei il sanscrito della natura espresso in suoni!... Non è una vuota immagine, non è un'allegoria, quando il musicista dice che colori, raggi, gli appaiano come suoni ed egli scorge nel loro intreccio un meraviglioso concerto. Come, secondo la sentenza di un fisico di grande spirito, sentire non è che vedere dal di dentro, così per il musicista il vedere dal di dentro, diviene udire dal di dentro, cioè si trasforma nell'intima coscienza della musica la quale vibrando all'unisono col suo spirito, risuona da tutto ciò che vedono i suoi occhi".
Così scrive Hoffmann in "Kreisleriana", la serie di racconti con tematica musicale edita nel 1814.
Anni più tardi D'annunzio si rifarà anche lui, evocando un procedimento sinestesico, alla "musica" della natura nella poesia "la pioggia nel pineto"; il bosco è come uno strumento musicale da cui la pioggia trae un concerto di suoni, ogni pianta si desta ad una vita più intensa, assume sensibilità umana e, contemporaneamente, l'uomo immerso e avviluppato dall'intreccio della vegetazione, stordito dal canto degli animali, si trasforma in pianta, si avvicina alla natura sino ad immedesimarvisi: "Taci... odo parole più nuove che parlano gocciole e foglie lontane. Ascolta, risponde al pianto il canto delle cicale... E il pino ha un suono, e il mirto altro suono, e il ginepro altro ancora, strumenti diversi sotto innumerevoli dita".
Allo stesso modo F.T. Marinetti incorre in un'operazione sinestesica, ma con maggior veemenza, nel "Bombardamento di Adrianopoli": è il 1914 e Marinetti assiste, in qualità di giornalista all'assedio della città bulgara, nella sua interpretazione futurista della battaglia egli abolisce la punteggiatura, viola le più elementari norme di grammatica, dando vita ad un diverso uso e ad una diversa disposizione dei caratteri tipografici, la situazione reale creata dal bombardamento passa in secondo piano di fronte alla ricerca dell'effetto sonoro e visivo che l'autore ricrea con le sue "parole in libertà", prive di una connessione logica e sintattica, deformate e collocate sulla pagina in modo bizzarro e capriccioso.
La percezione si accompagna alla cognizione culturale del proprio mondo. Musica, suoni e colori sono come archetipi primigenei basilari di questo procedimento fisiologico. Come avviene nella topologia algebrica una forma musicale definisce il proprio territorio. La matematica porta alla luce modelli nascosti di funzionamento del mondo fisico.
La musica svela i modelli nascosti del nostro io. Il colore nell'antichità ha rappresentato lo schermo in cui l'anima ha proiettato le proprie immagini inconsce. Oggi, il colore è il transfer simbolico con cui la psiche comunica il suo mondo sommerso (M.P. Graziani) è l'eco dell'inconscio.
La psicologia ha identificato nei colori proprietà fondamentali di veicolazione del processo di sviluppo rispetto alle facoltà combinatorie del cervello e immaginative delle emozioni. Il colore infatti, pur riconosciuto più tardi rispetto alla forma, resta uno dei primi codici elementari con cui il bambino impara ad esprimere le emozioni e nello sviluppo della società col colore si esprimono le prime sensazioni elementari (ibidem).
Nei celeberrimi e internazionalmente lodati asili di Reggio Emilia uno degli esercizi pedagogici praticati è quello di "evocare l'udibile", allargando il proprio universo sensoriale attraverso l'allenamento a sentire visivamente o ad ascoltare guardando, Una banda di bambini con degli strumenti musicali cerca di produrre dei suoni cromatici che riflettono i colori delle foglie autunnali che hanno disposto sul tavolo. Suoni diversi nascono nel gruppo ed un'educatrice cerca di registrarli per riascoltarli dopo tutti insieme. La sensazione e quella di trovarsi davanti a bambini che, attraverso un esercizio legato alla sinestesia e al conseguente stimolo all'immaginazione riescono a lavorare, a risolvere problemi pratici ed intellettivi e nei momenti difficili reagiscono in modo costruttivo. La più grande partita economica, culturale scientifica, sociologica del duemila si giocherà sulle cosiddette "autostrade dell' informazione", ovvero le reti ottiche a larga banda (A.A.V.V.).
Su di esse stanno convergendo le tre principali industrie mondiali, le telecomunicazioni, l'informatica e la televisione il cui processo di integrazione si è accelerato attraverso la diffusione delle tecnologie digitali, che permettono la trascrizione in forma numerica (bit) di qualsiasi tipo di informazione.
Ogni tipo di contenuto, tutte le tecniche di produzione e di edizione dei contenuti informativi fanno capo alla numerizzazione. Ogni prodotto, libro, museo, biblioteca, monumento, avrà la sua immagine numerica.
Il diffondersi di questo alfabeto comune, che dai computer si è esteso alle reti e alle TV sta provocando una rottura tecnologica tale per cui ognuno dei settori in questione ha cominciato a invadere il campo degli altri dando vita a nuove forme di lavoro di concorrenza e di aggregazione imprenditoriale inedite. Dalla progressiva unificazione di telecomunicazioni, informatica e televisione prenderà forma uno dei più importanti fenomeni sociologico- imprenditoriali del XXI secolo, la multimedialità.
Questa nuova forma di comunicazione, che con le reti a larga banda sarà alla portata di qualsiasi tipo di utente darà vita ad un'esplosione di servizi interattivi come il collegamento a banche dati, le reti multimediali per lo scambio di
informazioni e messaggi a livello interplanetario (Internet), il videotelefono, la lettura a distanza di testi, la visione di immagini in movimento, l'accesso immediato a biblioteche, cineteche, musei, luoghi di lavoro. Con le reti ottiche, le potenzialità degli attuali supporti digitali come cd-rom e cd-i collegati ad un personal computer, le possibilità multimediali di "video-ascoltare" e interagire si moltiplicheranno a dismisura perché le informazioni potranno essere prelevate là dove si trovano ed essere scambiate in tempo reale su scala interplanetaria.
La sinestesia è di per se un circuito di comunicazione basato su una sinergia polidimensionale e psicosensoriale che segna il superamento definitivo dei limiti formali tra i diversi campi di espressione con la più grande flessibilità e un'operatività allargata, interdisciplinare, libera; che sa capire, interpretare e formulare il linguaggio plurale della complessità di ieri e di oggi.
Se in un primo momento storico, la sinestesia come interconnessione tra i diversi ambiti sensoriali e quindi fenomeno interiore ha ricercato in ambito artistico le equivalenze tra le varie discipline, avvalorando l'identità delle arti, facendo credere alla debolezza delle tecniche esecutive e alla non specialità degli effetti di significato da essa generati e risolvendo tutto in uno stesso e identico atto dello spirito creativo, con l'avvento delle nuove tecnologie e dell'era multimediale con la nascita di veri e propri "dispositivi sinestetici" (ologrammi, le interfacce, tecnologie che trasformano e riconvertono in tempo reale i movimenti o i segnali acustici e visivi, la realtà virtuale) la sinestesia si è sganciata dalla pura e semplice evocazione intrapsichica di un precetto sensoriale indotta dalla stimolazione di un'altra e diversa sensorialità (M.Costa) diventando la sollecitazione simultanea di diversi sensi, ciascuno dei quali viene raggiunto da un flusso di informazioni provenienti da strumenti che gli corrispondono e che gli sono psicologicamente adeguati, agevolando così un trasferimento e un accrescimento di conoscenza.
Da quì si desume ulteriormente quante siano le potenzialità espressive della sinestesia, il cui effetto viene sicuramente enfatizzato, amplificato ed esteso attraverso l'uso delle nuove tecnologie e dei processi interattivi, una sollecitazione da cogliere ed una sfida stimolante da perseguire per verificare future validità artistiche ed estetiche, e allo stesso tempo un'opportunità di sentirsi attivi e creativi nella relazione con lo spazio planetario, costruendosi i propri personali percorsi di esplorazione e di scambio.