a cura di Gabriella Pesacane
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L'affiches pour les voyages (Prima parte)

L'affiche o manifesto pubblicitario, è stato tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento, un essenziale mezzo di promozione e comunicazione commerciale usato dalle compagnie marittime e ferroviarie. Grazie alla tecnica litografica a colori che ebbe in Francia il suo massimo sviluppo verso la fine dell'Ottocento, l'utilizzo del manifesto illustrato penetrò ben presto anche nei paesi orientali ed in particolare nel Maghreb che ne beneficiò largamente. E' proprio a partire dalla presenza francese in questi luoghi, che si diffonde l'uso delle affiche a carattere orientalista toccando essenzialmente l'Africa del Nord, le cui attività e interessi erano intimamente legati a quelli della Francia.
I grandi fogli illustrati, venivano opportunamente sistemati per catturare l'attenzione,nelle agenzie di viaggio, nelle stazioni ferroviarie e marittime.
“Questi manifesti risvegliano in noi il bambino o l'avventuriero che siamo stati...” Sono composizioni artistiche che, trascendendo dal messaggio pubblicitario, fanno pensare ad un mare reale o mistico.
Nei manifesti delle compagnie di navigazione i soggetti preferiti sono le sagome dei possenti transatlantici che si stagliano contro l'orizzonte, le prue slanciate fendono l'acqua verso paesi lontani oppure sostano quieti nei porti, questi giganti del mare o sbuffano fumo nero dai grandi fumaioli cilindrici. Il manifesto è una “invitation au voyage” nel senso inteso da Baudelaire “calme, lux, voulupté”. I primi manifesti navali fanno l'ingresso nel mondo della cartellonistica nella prima metà del XIX secolo, quando si sviluppano le grandi compagnie di navigazione europee. Una vasta campagna pubblicitaria fatta attraverso i manifesti, accompagna il lancio del transatlantico Cunard (della Hamburg America Line) che collegava Liverpool a New York e dagli States si dirigeva in Canada.
I manifesti che pubblicizzano il collegamento con New York mostrano il fronte del Cunard dal quale si elevano netti i comignoli rossi che lasciano una lunga scia di fumo nero verso il porto. Il manifesto navale mostra anche la vita che si svolge a bordo nel lusso e nelle comodità. Singolare in tal senso, è il manifesto nel quale il transatlantico è stato sezionato per mostrare i lussuosi saloni interni collegati a più piani da scale in legno; i ponti coperti per le passeggiate, le sale ristorante e le immense stive che poggiano sulla sala macchine.

La cartellonistica orientalista - I manifesti della compagnia N. Paquet
Per simboleggiare le loro flotte, le direzioni commerciali si sono rivolte a degli artisti di talento, tale Eduard Collin. Il suo manifesto (nel quale un un piroscafo bianco, rosso e nero viaggia in tutta la sua potenza sulle acque frementi, nell'ombra di un minareto), concorre verso il 1952, per la compagnia generale transatlantica, assicurando il servizio del Marocco alla partenza da Bordeaux e uno dei più importanti che siano stati prodotti.
Altri disegnatori e decoratori di fama quali F. Hugo, D' Alèsi, Roger Broders, Jacques Majorelle, elaborarono tavole ricche di contrasti cromatici. Alcuni pittori di formazione classica, si sono misurati in questo esercizio elitario dei manifesti: Louis Lessieux, Matteo Brandy, Maurice Romberg oggi dimenticati ma, le cui opere conservano intatta la forza di espressione.
Gli unici autorizzati a firmare i manifesti apponendo il simbolo dell'ancora sono i pittori della Marina, i più convincenti sono stati Sandy Hook e Roger Chapelet.
I loro manifesti sono talmente realistici da riuscire ad evocare il suono delle sirene ed il baccano dei ponti, delle vere e proprie opere pittoriche tanto più che progressivamente, il testo si ridusse a vantaggio delle immagini, fino a diventare una sorta di telegramma indirizzato allo spirito, per riprendere la felice formula del grande cassandre.
L'epoca evocata da questi manifesti è oramai finita: alla partenza da Marsiglia cominciava il giro del mondo o del Mediterraneo in battello per il puro piacere. Magia delle crociere fuori del tempo e delle contingenze materiali, sogni di lusso!
L'areo era divenuto simbolo della velocità intercontinentale, le navi prestigiose sono state disarmate, vendute e consegnate al fuoco mordente dei cannelli, ma la grandezza passata resuscita sulle carte per manifesti, visioni nostalgiche ed inviti al viaggio.

Quando nel 1860 scoppia la guerra tra la Spagna ed il Marocco, Nicolas Paquet, crea una società di commercio e consegne la Nicolas Paquet et Cie ed al fine di rimpatriare le truppe spagnole, affitta un vaporetto il “Languedoc”. Il comandante di quest'ultimo, con grande spirito di intraprendenza, decide di sfruttare aprire un canale commerciale con il Marocco; il sultano ha bisogno di denari ed autorizza per due anni l'esportazione delle lane. Ancora una volta il Languedoc, destinato al disarmo,si fa vettore per altri sei mesi, degli scambi commerciali da Marsiglia per Safi e Magadar verso la costa Ovest del Marocco. Da questo momento, il vaporetto viene ufficialmente acquisito da Paquet che attraverso opportune trasformazioni, lo utilizza come nave passeggeri (imbarco e sbarco dei mercanti) a partire dal 1863.
Tuttavia, per creare una linea marocchina, è necessario assicurare un servizio regolare ed acquisire nuovi mezzi; dunque nello stesso anno, una seconda nave, il “Maroc” fa il suo ingresso nella Compagnia di navigazione. All'inizio del Novecento, N.Paquet vanta una flotta di otto bastimenti (che diventano 20 in soli quattro anni) che gli consente di aprire una linea verso il Mar Nero.
La compagnia di navigazione Paquet è all'origine di oltre un terzo della produzione di manifesti navali sul Marocco; la sola collezione Sloani ne conta almeno 30. Dall'affiche di Lessieux nel 1913 “Il Marocco via Marsiglia” all'affiche de “L'Aucherville” del 1962, ultimo battello lanciato dalla compagnia Paquette, passando per il manifesto “Il sultano si reca alla moschea di Fés” del 1920 o quello di Majorelle “Le Grand Atlas” del 1923, cinquant'anni di produzione di manifesti sul Marocco segnano l'esistenza di questa compagnia.