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Le Yacht House di Richard Horden / di Gabriella Pesacane
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Una scultura formata da tubi tenuti insieme da fili elettrici, il suo catamarano “Tornado” e un'idea di casa fatta di pezzi prefabbricati,assemblabili proprio come nel bricolage, sono alcune delle fonti di ispirazione che, negli anni Ottanta del secolo scorso, portarono Horden, alla progettazione e alla costruzione della prima Yacht House.
Abitazioni sperimentali, capaci di variare in pianta e in elevazione in breve tempo. Appassionato del mare, l'architetto londinese, ha studiato la possibilità di costruire case, uffici, negozi ma anche saloni per esposizioni, utilizzando quei materiali normalmente adottati nella costruzione navale.
Partendo da questi presupposti, Horden ha realizzato un prototipo di Yacht House nel New Forest utilizzando un'area di un acro, rispondendo così anche alla personale esigenza di creare una casa per i suoi genitori. Yacht House I, 175 mq, realizzata nel 1983,assemblata a partire dalla piastra del pavimento, in cinque ore e sei minuti, costata 55.000 Sterline. A dimostrazione dell'estrema flessibilità del sistema, in seguito la casa è stata ampliata con un modulo di 50 mq. Da allora e almeno fino alla metà degli anni Novanta, le Yacht House hanno incontrato un grosso successo commerciale in virtù del loro sistema flessibile, leggero, resistente, facilmente trasportabile e di basso costo.
Richard Horden ha estremizzato la “scuola di B. Fuller” materializzando il concetto di architettura come processo, superando il concetto di architettura in sé, ovvero quello dell'opera completa, conclusa alla quale nulla può essere aggiunta e nulla può essere sottratto.

 

Il prototipo: Casa di Woodgreen (New Forest- Inghilterra- 1983)

La tecnologia delle piccole barche, la tradizione architettonica della Scuola di Chicago con la sua predilezione per i metalli e per i piani basati su moduli regolari, sono fortemente tangibili nella casa di Woodgreen unitamente ad una pianta modulare di tipo “miesiano”.
Molti componenti delle Yacht House derivano dall'industria della nautica: i tralicci, le tele di vela, le intelaiature e le coperture. All'appaltatore sono stati commissionati le lastre di cemento, le guide per l'intonaco e i canali di scolo delle acque. L'impiantistica e i doppi vetri sono stati subappaltati.
La pianta ha uno sviluppo quadrato di cinque moduli per cinque, i moduli a loro volta quadrati, misurano 3,70 m di lato e 2,50 m di altezza. Questa casa somiglierebbe ad una scatola se non ci fossero i moduli scoperti a metà situati sui lati opposti, circondata da una sorta di recinzione in alluminio bianco inserito in un reticolato. L'entrata è sostanzialmente una veranda di alluminio ondulato, qui al centro del modulo, un'asta sorregge le vele in tessuto blu che possono essere avvolte o spiegate all'occorrenza proprio come in barca.
Sul lato del giardino, la struttura è più aperta atteso che gli abitanti (i genitori di Horden), non sentivano l'esigenza di privacy e volevano anzi, godere la vista del paesaggio.
La pianificazione interna è essenziale: l'abitazione propriamente detta si attesta su quattro moduli, dei quali i due centrali sono occupati dal soggiorno, gli altri due sono destinati alla camera da letto e al bagno. Sull'altro versante, si trova un modulo isolato denominato “nonnina” perchè destinato ad una sola persona.
Fasi costruttive...
I due moduli centrali non hanno finestre, a questo “difetto” sopperiscono un'ampia apertura sul tetto e i pannelli perimetrali che funzionano come delle tapparelle che possono essere quindi, richiuse all'occorrenza.
La struttura dunque è esposta ovunque possibile e può accogliere liberamente i servizia su uno qualsiasi dei moduli proprio perchè è vuota. Le alberature interne diventano percorsi per l'illuminazione mentre quelle esterne, sorreggono l'armamentario “caro agli uomini di mare”. Sul tetto trovano posto un albero porta bandiere, un'antenna parabolica per captare almeno due emittenti televisive tramite satellite, un avveniristico pannello solare, non dimentichiamo che le Yacht House sono state realizzate nei primi anni Ottanta, un generatore a vento per fornire energia elettrica e luci notturne a basso voltaggio. Gli ultimi due moduli, naturalmente posti a margine, servono da garage.
Parte della casa che mostra la struttura aumentata di un modulo

 

Tutto l'involucro è in alluminio, ciascun modulo, infatti, è dotato di un pannello di chiusura cieco tranne per uno dei due bagni posti a margine che ha due piccole aperture. I bagni sono ricavati sul lato Ovest così come i condotti per l'acqua e per l'aria calda.
La casa poggia su una piastra di calcestruzzo armato e 12 plinti distribuiti simmetricamente sui lati Est ed Ovest. Dal centro , si elevano le colonne in alluminio a sezione ellittica che formano un telaio piano con le colonne gemelle usate come travi; in tal modo si forma un nodo strutturale cruciforme che congiunge colonne e alberatura.
Un sistema di bulloni in acciaio e distanziatori metallici,legano le travi al nodo, quando si stringono i bulloni, i distanziatori impediscono modifiche all'assetto delle travi. Altri fori o apertura sono comunque visibili dall'esterno e utilizzati per il fissaggio di elementi di servizio. La bullonatura è tutta a vista, in questo modo Horden conferisce al nodo e al dettaglio costruttivo l'eleganza di una rifinitura.
Al di là dell'originalità dell'idea, le Yacht House sono state innovative per la leggerezza della struttura, certo la colonna di alluminio, che peraltro non funziona molto bene staticamente come trave, non sopporterebbe il peso di un piano superiore ma, consente una distribuzione planimetrica estremamente libera ed aumentabile a proprio comodo.

Parte superiore di una colonna angolare

 

Anche la copertura, che è in acciaio, è fissata alle travi da bulloni a vista e da una sorta di cerniere ad incastro. L'unità del tetto è trattata come un modulo standard a parte: alberature scanalate sorreggono i singoli pannelli triangolari in legno compensato, mentre il rivestimento esterno è tutto in alluminio. In effetti tra la copertura e il tamponamento, non vi è una sostanziale differenza, sono entrane lastre angolari che garantiscono l'isolamento e l'impermeabilizzazione.
A Woodgreen, il tetto si inserisce tra le alberature, queste sono conformate come un angolare in acciaio che lo sostiene, qui in particolare, il tetto è stato livellato e rifinito da uno strato di bitutene. Ciascun pannello che costituisce il tetto, tra l'altro ha un costo contenuto, intorno alle 100 Sterline dell'epoca; fu proprio il costo elevato che non consentì alle strutture similari, sperimentate da Gropius e Wachsmann, il successo sperato.
La continuità visiva del tetto, a un certo punto è interrotta da una serie di lucernai,inizialmente progettati come boccaporti, portano la luce ai moduli centrali, sì che il soffitto lucernariato può essere trasportato ad un livello inferiore.

Particolare degli avvolgibili in tela agganciati ad un elemento diagonale

 

I lucernai di forma quadrata ad angoli smussati, sono formati da assicelle removibili, un brise – soleil appunto, in grado di calibrare la luce nel soggiorno sottostante.

Lucernai

 

In definitiva i pannelli fondamentali per il tetto, sono simili, per quanto attiene il sistema costruttivo, ai floo panels ma, a differenza di questi, hanno due pannelli traingolari per ciascun modulo. Ogni modulo è prefabbricato e consegnato pronto per essere montato sul posto; protetto da un pesante “scartamento” in polietilene, contiene l'impianto elettrico e le luci accessorie.
L'alluminio usato copiosamente nelle Yacht House ed in particolare sul tetto, risponde anche ad esigenze termiche, in quanto, pur essendo riflettente, evita alla struttura sottostante qualsiasi tipo di sollecitazione termica e quindi scongiura eventuali, pericolose, deformazioni.
Come prescritto dal regolamento edilizio scozzese, gli elementi isolanti si trovano immediatamente al di sotto della struttura composita.
Infine, i pannelli che che rivestono le giunture sono sigillati con un nastro adesivo posto in opera a caldo e protetto da una schermatura ultravioletta. Se i pannelli in polietilene, devono essere per qualche ragione essere modificati o semplicemente spostati, è sufficiente tagliare il nastro.
Per i moduli lasciati scoperti, come per il patio, Horden ha ideato un sistema di cavi in alluminio inossidabile, inseriti come tiranti a croce, usati appunto per avvolgere le vele proprio come su un'imbarcazione.
Contrariamente a quanto può sembrare, gli interni sono raffinati ed accoglienti, circondati dal verde e aperti verso il paesaggio .
Oggi, dopo quasi trent'anni, queste strutture sono a mio modesto avviso, ancora all'avanguardia ed in grado di rispondere alle attuali necessità di rispetto dell'ambiente, risparmio energetico e costi contenuti(1).

 

(1)
Il materiale di studio, è stato fornito nel 1990 da Richard Horden contattato dalla scrivente, all'epoca studentessa. Il repertorio fotografico integrale è stato pubblicato su Detail n° 44, Luglio 1985 nell'articolo Building Feature

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